Lavori Pubblici

L'industria delle strade (in ginocchio) si ritrova a Padova: produzione ai minimi, fallita un'impresa su tre

Mauro Salerno

I lavori di costruzione e manutenzione delle strade hanno toccato nel 2012 la quota più bassa degli ultimi 20 anni. Secondo i dati del Siteb la produzione di asfalto è scesa da 45 milioni a 27 milioni di tonnellate. Ma c'è ancora spazio per l'innovazione: in vetrina i «perpetual pavements», capaci di garantire una durata di oltre 50 anni e le soluzioni a basso impatto ambientale

Un terzo delle imprese fallite, numero di impianti crollato da 650 a 400, ritardo dei pagamenti arrivato alla soglia record di 300 giorni medi. Assomiglia a un bollettino di guerra l'ultimo rapporto fornito dalle imprese che operano nel campo di lavori stradali. Il settore si ritrova oggi a Padova, in occasione di Asphaltica (21-23 novembre), l'unica manifestazione in Europa che ogni due anni fa il punto sull'industria delle strade, che quest'anno ha addirittura rischiato di saltare un giro, causa crisi.

«Gli espositori hanno prenotato il 30% degli spazi in meno delle scorse edizioni - dice il presidente del Siteb, l'associazione di settore, Carlo Giavarini -, ma alla fine abbiamo deciso di andare avanti, per offrire uno spazio di confronto e visibilità agli operatori».

I numeri restituiscono la fotografia di un comparto allo stremo. I lavori di costruzione e manutenzione delle strade hanno toccato nel 2012 la quota più bassa degli ultimi 20 anni. Secondo i dati elaborati dall'associazione, la produzione di asfalto (indice della quantità di lavori compiuti) è passata in pochi anni dai 45 milioni di tonnellate di 7 anni fa ai circa 27 milioni di quest'anno. «E a fronte delle 40 - sottolinea l'associazione - ritenute necessarie a garantire la sicurezza sulle nostre strade» .

«Tre aziende su 10 hanno chiuso i battenti negli ultimi 36 mesi - dice Giavarini -. Rispetto a due anni fa, quando ancora c'era l'illusione di un rilancio, la situazione è precipitata». Pesa il «cancro» dei mancati pagamenti «lungi dall'essere risolto, nonostante tutte le rassicurazioni».
La boccata d'ossigeno promessa dai 400 milioni che il decreto sviluppo-bis ha destinato alle imprese impegnate del settore, in attesa di pagamento da parte dall'Anas, «non si è ancora fatta sentire - dice Giavarini -. Abbiamo soci che contano un esposizione del 30% sul fatturato, che arrivano all'80% in alcuni casi particolarmente critici». Intanto il prezzo del bitume continua a salire, raggiungendo punte superiori ai 500 euro a tonnellata e costringendo le imprese ad accollarsi gli aumenti intervenuti a valle dell'aggiudicazione degli appalti.

Oltre che di crisi ad Asphaltica si parlerà però anche di innovazione. In vetrina ci saranno gli ultimi ritrovati della ricerca industriale. A partire dai cosiddetti «perpetual pavements», soluzione che promette di creare strade capaci di durare più di 50 anni, grazie anche all'impiego di materiali e additivi hi tech. Un focus sarà destinato al rapporto con l'ambiente, grazie alle nuove tecnologie di stesa dell'asfalto a freddo o con le cosiddette tecnologie "tiepide" che consentono di abbattere le emissioni. Fronti su cui l'Italia è ancora indietro «per l'assenza di standard nazionali e causa di norme locali che impongono limitazioni più severe di quelle internazionali», conclude Giavarini. E poi per l'impossibilità di riutilizzare il vecchio manto stradale, «che invece sarebbe possibile riciclare al 100% come accade in altri paesi europei, con grandi benefici per l'ambiente».


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