Lavori Pubblici

Ponte di Messina, parte la battaglia di Eurolink contro il decreto legge

Alessandro Arona

Il general contractor comunica il recesso dal contratto, non accettando dunque la revisione imposta dal Governo.

Si annunciano dure le trattative per la revisione del contratto con Eurolink per la costruzione del Ponte sullo stretto di Messina, previste dal decreto legge 2 novembre 2012, n. 187 . Il general contractor, guidato da Impregilo, «a seguito dell'emanazione di tale decreto», ha inviato nei giorni scorsi al committente Stretto di Messina Spa la «comunicazione di recesso» al contratto (firmato nel 2005), «anche a tutela - si aggiunge - della posizione di tutti i partners, italiani e stranieri, presenti nella compagine». La novità emerge all'interno del comunicato sulla trimestrale diffuso ieri da Impregilo.
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I DATI DELLA TERZA TRIMESTRALE 2012
(clicca qui per il comunicato Impregilo )
Nei primi nove mesi dell'anno Impregilo ha registrato una perdita di 21,6 milioni contro un
utile di 58,7 milioni dello stesso periodo del 2011. I ricavi sono in crescita del 26% a 1.917 milioni. Pesano sempre le revisioni nel comparto delle costruzioni, che già avevano portato in perdita i conti del primo semestre. Non ancora contabilizzata l'intera vendita di Ecorodovias per quasi 800
milioni.

Per l'intero esercizio 2012 su base consolidata, Impregilo comunque prevede che «si possa
evidenziare un incremento del volume di affari e una redditività operativa (return on sales) positiva prima degli effetti di natura non ricorrente» derivanti dalla cessione di
Ecorodovias, anche perchè «la struttura finanziaria e il portafoglio ordini evidenziati alla fine dei primi nove mesi del 2012 si sono mantenuti equilibrati e costituiscono fattori di
stabilità per lo sviluppo industriale nel corrente esercizio», afferma il general contractor.
La posizione finanziaria netta consolidata al 30 settembre 2012 ha registrato rispetto al dato al 31 dicembre 2011 un miglioramento (449 milioni contro 527) anche se «il beneficio finanziario conseguente all'incasso degli indennizzi relativi al termovalorizzatore di Acerra, pari a 355 milioni, è stato negativamente condizionato dall'impegno derivante
dall'acquisizione del gruppo Tecondi da parte di Ecorodovias» e dalla distribuzione di 36,6 milioni di dividendi effettuata dalla capogruppo. Il portafoglio complessivo del gruppo ammonta
a 24,5 miliardi di cui 12,5 nei settori costruzioni e impianti e 12 relativi al portafoglio a vita interà del settore concessioni.
Nei primi nove mesi dell'anno il risultato operativo consolidato (Ebit) è positivo per 69,9 milioni contro i 122,5 milioni dello stesso periodo 2011 con un'incidenza complessiva sui ricavi (return on sales) del 3,6% rispetto al precedente 8,1%. Le incertezze sul mercato sudamericano e soprattutto nella commessa del Canale di Panama che appesantiscono i conti di
Impregilo sono le stesse già considerate nella relazione semestrale e che influenzano «negativamente la redditività operativa del gruppo, che ha conseguentemente evidenziato
risultati inferiori alle attese», ricorda Impregilo.


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