Lavori Pubblici

Metro D, rimborso in vista da 10,5 milioni per Condotte-Pizzarotti

Alessandro Lerbini

Con l'annullamento della gara i promotori possono essere risarciti per le spese della progettazione preliminare

Tramonta definitivamente la linea D della metropolitana a Roma. Con un avviso pubblicato sulla Gazzetta europea, Roma Metropolitane interrompe la procedura di project financing da 3,178 miliardi (2,127 miliardi per la tratta prioritaria e 1,050 miliardi per le estensioni opzionali) per la linea che doveva collegare il centro storico con i quartieri Talenti e Montesacro a Nordest e San Paolo ed Eur a Sud. La causa: mancanza di fondi. «Il bando - riporta il comunicato ufficiale dell'ente - è stato revocato in via di autotutela con delibera del Consiglio di amministrazione di Roma Metropolitane, per i motivi di pubblico interesse relativi in particolare alle mutate condizioni tecniche ed economiche a base della procedura». Con questo provvedimento sono revocati tutti gli atti conseguenti all'appalto stesso.

Il bando era stato pubblicato nell'estate del 2009. La procedura si era bloccata nell'agosto 2010, inizialmente a seguito di alcune osservazioni sollevate dall'Autorità di vigilanza sui Lavori pubblici, poi per l'incertezza legata a un'opera completamente priva di copertura finanziaria che doveva essere garantita per metà da risorse private, anche con il meccanismo delle valorizzazioni immobiliari. Al bando avevano risposto Condotte-Pizzarotti (dichiarati promotori) e altri due concorrenti pronti per il confronto delle proposte nella seconda fase del project financing: Impregilo e l'Ati Salini-Todini-Atm. Ora con l'annullamento della procedura i promotori hanno diritto al rimborso dei costi sostenuti per la realizzazione del progetto preliminare che ammontano a circa 10,5 milioni (si veda l'articolo del 18 aprile con le reazioni delle imprese ).

Già nella scorsa primavera dal Comune di Roma erano arrivati i primi segnali verso lo stop definitivo: «La linea metro D è un'opera grandissima da oltre 3 miliardi e non c'è nessun finanziamento pubblico - aveva dichiarato l'assessore alla Mobilità, Antonello Aurigemma -. Quindi stiamo valutando se farla a stralci o accantonare il progetto». Ora scorrono i titoli di coda su un'infrastruttura che rimarrà chiusa nel cassetto fino a quando non si troveranno nuove risorse.


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