Lavori Pubblici

Project financing in difficoltà, problemi anche per i metrò di Milano

Sara Monaci

Le grandi opere per l'Expo di Milano procedono sul filo del rasoio. Non solo Pedemontana e Tem potrebbero non essere completate per la fatidica data del 2015. Ad essere a rischio ora sono anche le nuove metropolitane milanesi, in particolare la linea 4.
Linea che, peraltro, è già stata abbondantemente ridimensionata: da oltre un anno si dà ormai per scontato che solo 2 fermate su 22 (da Linate alla stazione Forlanini) saranno pronte rispetto a quanto previsto 5 anni fa dal primo dossier di candidatura per l'esposizione universale, mentre il resto dovrebbe slittare al 2018. Ora però i problemi di governance e il possibile aumento del costo del finanziamento per decine di milioni rischiano di mettere in discussione tutta l'opera, anche se i vertici del Comune di Milano si dicono intenzionati a rimuovere gli ostacoli entro la fine dell'anno.
Nel dettaglio. L'infrastruttura, che dovrebbe collegare l'aeroporto di Linate (a Sud-Ovest di Milano) col quartiere milanese Lorenteggio (Sud-Est) costa 1,7 miliardi, di cui 600 milioni derivanti da risorse private e il resto da finanziamenti pubblici. Di questi ultimi, 480 milioni sono vincolati alla realizzazione di opere Expo.
La società M4 è in fase di trattativa con Bnp Paribas, che dovrebbe garantire il prestito privato, ma che sta sollevando sostanzialmente due problemi: il conflitto di interessi di Palazzo Marino all'interno della struttura societaria e la necessità di aumentare il tasso di interesse sul finanziamento a causa della crisi internazionale e del rischio paese.
Dentro la concessionaria M4, infatti, il Comune di Milano risulta socio al 70% circa, ma è contemporaneamente anche il concedente pubblico. Per questo Bnp Paribas vorrebbe qualche garanzia per superare il conflitto di interesse e fornire qualche assicurazione in più ai soci privati (Impregilo e Astaldi), che possiedono il 30% circa di M4. La banca chiede a Palazzo Marino di dare la possibilità ai privati di rivolgersi direttamente all'azionista di maggioranza qualora sorgessero dei problemi, "scavalcando" i vertici societari. Il Comune sta dunque lavorando ad una nuova governance per garantire questa sorta di "rapporto diretto" con il concedente-concessionario.
Sul fronte dei finanziamenti privati inoltre, l'istituto bancario sta chiedendo un tasso maggiore, passando dal 2,5 al 4,5%, cosa che farebbe lievitare i costi di decine di milioni. I due problemi devono essere risolti entro fine anno, altrimenti anche le due fermate certe rischiano di ritrovarsi appese ad un filo e mancare l'appuntamento col 2015.
Se questo dovesse accadere, è chiaro che il Comune potrebbe trovarsi nella condizione di cancellare la M4 dagli impegni per l'Expo, facendo però di tutto per mantenere l'impegno di collegare Linate alla stazione Forlanini per conservare il finanziamento Expo di 480 milioni. Cosa tuttavia non scontata.

La questione degli extracosti sta creando problemi anche per la linea 5, del valore di 2 miliardi, di cui il primo tratto (Garibaldi-Bignami), già costruito, dovrebbe essere aperto il prossimo anno. Il secondo tratto (Garibaldi-San Siro) ha bisogno di un incremento di risorse nell'equity, come richiesto dalle banche. Si parla di 100 milioni. Che in tempi come questi rischiano di pesare troppo nelle casse del Comune di Milano.


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