Lavori Pubblici

Ponte di Messina, Ciucci: «percorso difficile». Due bastoni e una carota per convincere Eurolink

Giorgio Santilli

Il percorso previsto dal decreto legge 187 sul Ponte sullo Stretto «può essere difficile». Pietro Ciucci ammette, in commissione Lavori pubblici del Senato, che attuare i diversi passaggi del decreto governativo andato in Gazzetta il 2 novembre sarà un'impresa ardua e pensa certamente all'accordo con il contraente generale Eurolink, previsto per il termine del 1° marzo.
La società Stretto di Messina dovrà convincere il consorzio guidato da Impregilo a sottoscrivere un "atto aggiuntivo" che cambi le carte in tavola apparecchiate finora e preveda esplicitamente per Stretto di Messina la facoltà di risoluzione dei contratti a costo zero qualora non si trovasse un soggetto finanziatore entro due anni. Due bastoni e una carota dovrebbero aiutare Ciucci in questo percorso "difficile" di intesa con Eurolink. Il primo bastone è previsto al comma 8 dell'articolo 1: qualora l'atto aggiuntivo non venisse stipulato, cadrebbero «tutti gli atti che regolano i rapporti di concessione, nonché le convenzioni ed ogni altro rapporto contrattuale stipulato dalla società concessionaria». Il secondo bastone è la sospensione per due anni di tutti i termini contrattuali e della possibilità per Eurolink di avanzare pretese risarcitorie o di altra natura.
La carota è invece nel comma 6 dove si dà la possibilità a Stretto di Messina di farsi autorizzare dal Cipe l'esecuzione a carico delle casse statali di lavori infrastrutturali ricompresi nel progetto definitivo generale e funzionali all'esigenza attuale domanda di trasporto anche in caso di mancata realizzazione del Ponte.
Sarà sufficiente per convincere Pietro Salini e soci a firmare l'armistizio? Reggerà davvero la struttura giuridica del decreto varato dal Governo rispetto alle solide certezze dell'attuale contratto? Tutto si regge sul presupposto che la crisi finanziaria abbia reso di fatto impossibile il finanziamento del Ponte. E Ciucci da che parte sta? Dalla parte della missione che ha sposato di realizzare il Ponte a ogni costo o dalla parte del Governo che non vuole farlo ma non vuole pagare penali? Oggi Ciucci ha segnalato la disponibilità di capitali cinesi, ma quella strada è tutta da verificare e oggi il problema, prima ancora dei capitali, è quello di un piano economico-finanziario che tenga. Anche su questo Ciucci sembra voler andare avanti. «Anche nel peggiore scenario, i benefici superano i costi», ha detto. E sulla bocciatura Ue del progetto, ha ammesso che può avere effetti sui mercati, ma ha ricordato che il progetto attuale non ha mai previsto il finanziamento Ue. Per l'"uomo del Ponte" ci sono ancora mesi difficili davanti.


© RIPRODUZIONE RISERVATA