Lavori Pubblici

Fondi Ue, sforbiciata in vista per le risorse assegnate a Calabria e Sicilia

Giorgio Santilli

Barca: solo sei i programmi che non hanno raggiunto il target prefissato contro i 35 del mese scorso. Ma bisogna «mettere in sicurezza i programmi per l'intero periodo», in scadenza l'anno prossimo (ma fino al 2015 per l'esecuzione).

Calabria, Sicilia e il piano nazionale per gli "attrattori culturali" rischiano una pesante sforbiciata dei fondi Ue a fine anno. È quanto si evince dal monitoraggio diffuso dal dipartimento per la coesione economica che fa il punto sui 52 programmi finanziati dai fondi Fesr (Fondo europeo sviluppo regionale) e Fse (Fondo sociale europeo). Con un forte recupero delle "contabilizzazioni" di spesa rispetto a ottobre – il ministro Fabrizio Barca parla di «notevole balzo in avanti» - restano solo sei i programmi che non hanno raggiunto il target prefissato contro i 35 del mese scorso (scarica qui la tabella con tutti i dati ).

Se è vero, infatti, che sono 43 i programmi pienamente in regola, è vero che dei 9 fuori tempo, due sono dentro il limite di tolleranza (pari al 5% della quota percentuale di obiettivo) e uno ha addirittura raggiunto l'obiettivo mentre il ministro diffondeva il comunicato.

I casi regionali più gravi restano Calabria e Sicilia. La Calabria è sotto di 16,6 milioni nell'utilizzo dei fondi Fesr (Fondo europeo di sviluppo regionale) rispetto al target di 568,3 milioni di spesa e, in termini percentuali, si è fermata al 18,9% contro il 19,5% previsto. La Sicilia è in ritardo sia con il Fesr che con il Fse (Fondo sociale europeo). Con il Fondo di sviluppo regionale la spesa si è fermata a 848,6 milioni contro gli 885 previsti (-36,4 milioni). In termini percentuali siamo al 14,1% contro la previsione del 14,7%. Quanto al fondo sociale siciliano, il target era 422,7 e la Regione si è fermata a 413.

Il programma nazionale "attrattori" resta però il più lontano dall'obiettivo, oltre tre punti percentuali: 24,2% contro il 27,5%, in termini assoluti 166,1 milioni contro 188,3.
Il comunicato di Barca esprime soddisfazione, ma al tempo stesso aggiunge che «si può e si deve fare meglio».

Fuori tempo, ai quattro citati si aggiungono Sardegna Fesr e Val d'Aosta Fse: per i sei programmi in ritardo il rischio è di un taglio da parte della Ue a fine anno, ma già in questo mese – sulla base delle normative nazionali e del «piano Azione coesione» concordato con Bruxelles – dovrebbero subire una penalizzazione nello spostamento di risorse verso opere prioritarie concordate con il Governo. Non l'ecatombe che si poteva immaginare fino a un mese fa, ma una situazione che impone comunque al Governo, come dice Barca, di «aggredire i ritardi con ancora più decisione», con l'obiettivo finale di «mettere in sicurezza i programmi per l'intero periodo», in scadenza l'anno prossimo (ma fino al 2015 per l'esecuzione).


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