Lavori Pubblici

Ance Veneto: «Atto ostile l'esclusione delle costruzioni dalla direttiva Ue»

«L'esclusione del settore dei lavori pubblici dal decreto del governo che recepisce la direttiva europea sui ritardati pagamenti è un atto manifesto di ostilità nei confronti delle imprese di costruzioni. Se il governo pretende che le imprese edili chiudano alla svelta e portino i libri in tribunale, lo dica chiaramente'», è duro il commento di Luigi Schiavo, presidente di Ance Veneto, al testo del decreto del Consiglio dei ministri che recepisce la Direttiva europea sui ritardati pagamenti.

Nel fissare le nuove scadenze di pagamento tra la Pubblica Amministrazione e i privati per merci e servizi, il testo del decreto lascia fuori il settore dei lavori pubblici nonostante l'appello dell'Ance, che mercoledì in audizione al Senato aveva chiesto che venisse reso esplicito, in fase di recepimento, che la Direttiva Europea sui ritardati pagamenti della Pa includesse il mondo delle costruzioni.

«'La scelta del governo -continua Schiavo- è miope e autolesionista in quanto affossa non soltanto il settore delle costruzioni ma qualsiasi spiraglio di ripresa per l'intera economia nazionale: non ci sarà infatti ripresa economica senza l'effetto anticiclico del settore edile. Un terzo delle nostre imprese è fallito negli ultimi anni proprio a causa dello Stato, che paga con un ritardo di 180 giorni. A livello nazionale il nostro settore vanta un credito nei confronti della Pubblica Amministrazione di circa 19 miliardi. Non mantenere una promessa di pagamento, a fronte di servizi già erogati o lavori già eseguiti, è la più grave violazione delle regole di convivenza civile. È inaccettabile che sia lo Stato a contravvenire a questa regola. Un atteggiamento che assume quasi i connotati di un annientamento premeditato di un intero settore».


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