Lavori Pubblici

Scarti pericolosi impiegati nel subappalto della Ss 131, coinvolta la Todini

Quattro persone indagate dalla Procura di Cagliari a chiusura dell'inchiesta sull'utilizzo di
scarti di lavorazione, anche tossici, dell'ex miniera d'oro di Furtei per la costruzione di un tratto della Carlo Felice, la statale che collega Cagliari con Sassari, per 10 km nel Medio Campidano. Accusati di traffico illecito di rifiuti, il legale rappresentante della miniera, Garry Hervyn Johnston, australiano di 57 anni, e Antonino Marcis, 53 anni, di Macomer, che si era aggiudicato il sub appalto per la realizzazione della strada.
Secondo l'accusa, Johnston avrebbe ceduto i materiali di scarto ritenuti pericolosi a Marcis che lo avrebbe usato per realizzare il tratto di strada vicino a Furtei.
L'inchiesta, scattata due anni fa, coordinata dal pm Marco Cocco e condotta dai carabinieri del Noe, puntava a far luce sui pericolosi materiali di scarto provenienti dalla Sardinia Gold
Mining, poi fallita, che sarebbero stati usati appunto per realizzare un tratto della Statale 131.
Secondo la Procura, oltre 700 mila tonnellate di rifiuti provenienti dall'attività estrattiva della miniera d'oro, sarebbero finiti sotto l'asfalto. L'appalto per la realizzazione di quel tratto di statale era stato vinto dalla Todini di Roma, che aveva poi subappaltato i lavori alla ditta sarda. Per
questo, con l'accusa di frode nelle pubbliche forniture sono indagati, oltre allo stesso Marcis, anche Aldo Serafini, 61 anni di Todi, rappresentante legale della Todini Costruzioni generali Spa, e il direttore dei lavori dell'Anas, Giorgio Carboni, 60 anni, di Alghero, che avrebbe rilasciato il certificato di collaudo, sostenendo di aver eseguito prove per il controllo
della qualità dei materiali usati.


© RIPRODUZIONE RISERVATA