Lavori Pubblici

Impregilo, Gavio attacca Salini su conflitto di interessi e vendita di Ecorodovias

Simone Filippetti

Igli è pronta a chiedere al Cda i danni per l'accordo strategico con Salini (ritenuto in conflitto di interessi) e per la svendita del19% di Ecorodovias

Ecorodovias fa scoppiare la battaglia tra Gavio e Salini in Impregilo. La famiglia di Tortona minaccia un'azione di responsabilità contro il rivale Salini, che ha sottratto a Gavio il controllo di Impregilo, accusandolo di aver svenduto la società brasiliana (si veda il servizio ) e di aver danneggiato il colosso delle costruzioni.
Lo scontro ha raggiunto un livello massimo di tensione e a ogni occasione s'inasprisce. Ad appena una settimana dalla indagine aperta dalla Procura di Milano sulla scia dell'esposto di Gavio, con il patron Pietro Salini e altri manager finiti nel registro degli indagati, ecco che da Tortona sferrano un altro colpo pesantissimo.
L'azione di responsabilità è uno dei provvedimenti più gravi contro il management di un'azienda. Il che fa capire a quale limiti si sia spinto lo scontro. I fronti aperti sono molteplici: giacciono in Consob due esposti (uno di Gavio, uno di Salini) dove i rivali si accusano reciprocamente l'esistenza di un concerto; al Tribunale di Milano c'è già in corso un procedimento dove Gavio chiede che venga annullata l'assemblea. Più l'indagine sul conflitto di interessi e ora l'azione di responsabilità. Ce n'è abbastanza perché la situazione degeneri.

Igli, la holding della società Autostrada To-Mi che detiene il pacchetto del 29% di Impregilo, motiva l'azione in primo luogo con la «svendita di una quota rilevante della partecipata Ecorodovias a un prezzo ingentemente inferiore al corso di Borsa». Non solo: il «j'accuse» di Gavio riguarda anche l'accordo strategico fra Impregilo e Salini (siglato a fine settembre, Ndr) «che è contrario all'interesse della società e dei soci, a solo vantaggio di Salini e in spregio della normativa sul conflitto di interessi».


Ad aggiungere benzina sul fuoco, secondo Gavio, c'è che Impregilo ha comunicato anche di voler cedere a una banca brasiliana una quota ulteriore del 3,7% di Ecorodovias alla banca d'affari Btg Pactual. Ma il prezzo di cessione, 16,5 Reais ad azione, contro la quotazione di Borsa di lunedì di 18,1 Reais, risulta più basso di 1,6 Reais per azione. Lo sconto dell'8,8%, lamenta Gavio, causerà una perdita di circa 13 milioni di euro, che rappresenta «un inaccettabile danno alla società e ai suoi azionisti».
E qui torna in ballo anche il "tormentone" dell'operazione fotocopia. La vendita della partecipazione del 19% di Ecorodovias (si veda il servizio ) messa in piedi dalla Impregilo targata Salini, ripete Gavio, è la stessa operazione già avviata dal precedente Consiglio che era in mano a Gavio. Solo che nel frattempo sono sorti «gravi elementi peggiorativi». La conclusione è che le «accuse rivolte al precedente cda e al management di danneggiare la società erano pretestuose e ingannevoli per il mercato e costituivano un puro pretesto per l'estromissione di un board che stava operando egregiamente, provocando un cambio gestionale e strategico che riteniamo estremamente nocivo per il futuro di medio-lungo termine di Impregilo». Secca la replica della società, per bocca del presidente Claudio Costamagna: «Abbiamo la coscienza a posto, abbiamo fatto quello che era giusto per noi».

La prima mossa industriale concreta di Salini in Impregilo, la vendita appunto di una quota di Ecorodovias, non è piaciuta nemmeno alla Borsa. Nel giorno dell'euforia di Piazza Affari, dello spread ai minimi (il 17 ottobre), il titolo è caduto del 4% (contro un listino salito dell'1,5%). E senza che, al momento di chiusura di Borsa, si sapesse ancora dell'affondo di Gavio. Ingolosito dalla promessa di un «jumbo-dividend» il mercato, che alla fatidica assemblea di luglio ha votato in massa Salini, è rimasto deluso dal fatto che, a parte un fugace riferimento, l'azienda, nella prima conference call dell'era Salini, non ha fatto cenno alla cedola, ma ha deciso di destinare l'incasso di Ecorodovias per abbattere il debito Impregilo. E pensare che per la prima volta da quando ha preso il comando di Impregilo, Pietro Salini ha parlato da "industriale", ma il mercato non ha apprezzato, guardando più al ritorno finanziario immediato che al rafforzamento societario. Ma quella di Borsa è stata forse un'attesa prematura, fanno notare in Impregilo, perché un altro cda discuterà del dividendo.

SALINI: «ACCUSE E VALUTAZIONI SURREALI»
di Carlo Festa

Ancora una volta sotto i riflettori nella vicenda Impregilo è lo scontro fra Pietro Salini e Gavio. Tema del contendere la cessione della quota nella brasiliana Ecorodovias. «Siamo alle solite – dice l'ad di Impregilo, Pietro Salini riferendosi a Gavio –. Bibì e Bibò al bar di Tortona dopo un buon Barbera rilasciano comunicati vaneggianti. Noi lavoriamo per tutti i soci e quindi anche per loro. Sono appena tornato da Madrid per affrontare con gli altri soci del consorzio i problemi di Panama, lasciati irrisolti dalla precedente gestione. Rispetto alle surreali valutazioni sulla convenienza della complessiva operazione di dismissione della partecipazione in Ecorodovias prodotte da Igli il Cda di Impregilo ha preferito avvalersi delle fairness opinion di Bank of America Merrill Lynch, una delle prime banche al mondo e da Banca Imi, la principale banca del Paese».
A ribattere all'attacco di Gavio è stato anche Claudio Costamagna, presidente di Impregilo, che ha puntualizzato che la quota in Ecorodovias è stata ceduta con trattativa privata e non con un'asta per tutelare le relazioni con il socio brasiliano Almeida: «Abbiamo la coscienza a posto, abbiamo fatto quello che era giusto per noi».
Ora il Cda di Salini potrebbe proporre una extra-cedola. Tuttavia lo statuto di Impregilo non prevede la distribuzione di interim dividend, laddove non si riuscisse a contabilizzare la plusvalenza entro fine anno. «Se non si riesce a contabilizzare, non si può distribuire, ovviamente. Ma Impregilo – spiega Salini – dispone di riserve di 200 milioni che potrebbero essere teoricamente sempre oggetto di una potenziale distribuzione a fronte di un incasso. Quindi, se anche non ci fosse una plusvalenza contabilizzata, ma ci fosse ugualmente la disponibilità di cassa, in teoria, su proposta del Cda, si potrebbe procedere a un dividendo anche in questo caso».
Infine l'ultimo accenno è stato alla penale per la mancata realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina. «È difficile – afferma Salini – che possa esserci una legge che cancelli la penale per la mancata realizzazione del Ponte», anche perchè «l'Italia è uno Stato di diritto e l'indennizzo è previsto per legge e per contratto. Ci sarebbe anche un enorme problema di immagine per l'Italia, che ha lanciato una gara, vinta da un consorzio con un'impresa spagnola, giapponese e Impregilo, sull'opera più conosciuta nel mondo. È normale che se un contratto non salta per inadempimento, ma per rinuncia del committente vi sia una penale».


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