Lavori Pubblici

Allarme in Sicilia: 500 imprese di costruzione fallite

Cinquecento imprese edili fallite, 80mila lavoratori licenziati, 6 miliardi di fondi comunitari
fermi e 1,5 miliardi di pagamenti alle imprese bloccati. A lanciare l'allarme sul settore delle costruzioni in Sicilia e' Francesco Giovinco, presidente provinciale Unione delle Costruzioni di
Agrigento. «Gli artigiani e le piccole e medie imprese edili - dice - sono quelli che stanno pagando pesantemente i costi di questa tragedia di enormi proporzioni di cui non si vede la fine».
«Una Regione al fallimento - prosegue - perché, in questi decenni passati, non ha mai lavorato per creare uno sviluppo economico e produttivo e un'occupazione stabile ma ha dilapidato le consistenti risorse finanziarie in spese improduttive, clientelismo, inefficienza
burocratica, corruzione».
Gli artigiani e le pmi chiedono «una svolta radicale e scelte immediate» per sbloccare i fondi comunitari, destinando una quota di almeno 200 dei 600 milioni arrivati dal Governo nazionale per il cofinanziamento; attivare quelle misure del Por Sicilia che permettano di avviare immediatamente, negli enti locali, centinaia di progetti esecutivi di piccole opere immediatamente cantierabili; rendere piu' flessibile il patto di stabilita' per le infrastrutture finanziate con
i fondi europei; e il pagamento dei lavori eseguiti dalle imprese da parte della pubblica amministrazione.


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