Lavori Pubblici

Federcostruzioni: attività edilizia in calo del 25% nell'ultimo quadriennio

Alessandro Lerbini

Il presidente di Confindustria Squinzi: «Il settore sta vivendo un momento difficile». Per il 2012 prevista una flessione del 5,2%

«Il settore dell'edilizia sta attraversando un momento difficile e drammatico. La valutazione più corrente parla di una riduzione dell'attività dell'edilizia nell'ordine del 25% in Italia nei primi nove mesi dell'anno rispetto al 2011». E' quanto ha sottolineato il presidente di Confindustria,
Giorgio Squinzi, intervenuto oggi a Rho-Pero all'inaugurazione del Made Expo, salone dedicato all'archittetura, al design e all'edilizia.

Nel corso della giornata è stato illustrato il rapporto 2012 di Federcostruzioni su «Il sistema italiano delle costruzioni», nel quale si legge che fra il 2007 e il 2011 la produzione dell'intera filiera delle costruzioni è diminuita del 26,3%, il che vuole dire che quest'anno si è arrivati a produrre 126 miliardi di euro in meno rispetto al 2007. Nel 2011 la diminuzione complessiva è stata pari al 3,4% e per quest'anno si stima un calo del 5,2%, mentre per il 2013 la previsione è per una sostanziale stagnazione, con un incremento dello 0,1%.

Il sistema delle costruzioni vale, nel suo complesso, 373 miliardi di euro e occupa circa 3 milioni di addetti senza contare l'indotto. A formare questo dato contribuiscono il settore delle costruzioni in enso stretto, attraverso i cantieri attivati nel paese (206 miliardi) e i settori che alimentano direttamente le costruzioni attraverso beni materiali e servizi: il settore industriale delle tecnologie, macchinari e impianti e il settore commerciale delle macchine movimento terra (58,6 miliardi); le industrie dei materiali per edilizia e infrastrutture e i relativi servizi commerciali (85,8 miliardi); i servizi di progettazione e consulenza (22,6 miliardi).
Si tratta di un sistema a bassissimo livello di importazioni (3,3%) con un'elevata propensione verso l'export, che nel 2011 ha raggiunto i 54 miliardi di euro, corrispondenti ad un terzo del valore complessivo, senza tenere conto delle attività realizzate nel mondo dalle imprese di costruzione italiane attualmente in essere pari a 60 miliardi e le commesse in tutti i continenti, per altri 40 miliardi.


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