Lavori Pubblici

Impregilo cede la partecipazione nella concessionaria Ecorodovias. Salini: «Ora probabile un dividendo straordinario»

Carlo Festa

L'operazione permette alla società di incassare 765 milioni di euro e di azzerare così l'indebitamento finanziario netto

L'Impregilo targata Salini cede il 19% della brasiliana Ecorodovias ai partner di Primav, società carioca della famiglia Almeida, e incassa 765 milioni con la vendita. Ma, in attesa del maxi-dividendo promesso dall'azionista Pietro Salini (fino a due euro per azione Impregilo), già si intravedono le contro-mosse del gruppo Gavio, l'altro azionista del general contractor contrario alle strategie dell'attuale gestione, pronto a denunciare la svendita della controllata brasiliana di San Paolo.

L'offerta di Primav
La proposta accettata dal Cda di Impregilo prevede un valore di 19 reais per ogni azione Ecorodovias: Primav riconosce a Impregilo rispettivamente un premio del 5% rispetto al massimo storico del titolo di lunedì (18,1 reais) e del 15,6% sulla media delle quotazioni di Borsa di Ecorodovias registrata negli ultimi sei mesi.
Inoltre Impregilo ha ricevuto un'offerta aggiuntiva per il 3,7% del capitale di Ecorodovias da Btg Pactual a un prezzo di 16,5 reais per azione: con uno sconto del 8,8% rispetto alla chiusura di Borsa di lunedì: per finalizzare l'operazione è stato dato mandato al presidente e all'amministratore delegato. Il prezzo medio ricavabile delle due offerte sarà di 18,59 reais per azione: per un valore complessivo di circa 900 milioni al cambio di lunedì scorso.
Secondo quanto spiegato dal Cda di Impregilo, la dismissione di gran parte della partecipazione in Ecorodovias consentirà di rafforzare la struttura patrimoniale di Impregilo, azzerando l'indebitamento finanziario netto, con la posizione finanziaria netta che diventerà positiva.
L'offerta di Primav, in particolare, corrisponde a una valutazione di 11 volte il margine operativo lordo atteso dagli analisti a fine 2012 e in reais è superiore di circa il 14,5% alla prima offerta pervenuta al gruppo e comunicata al mercato il 21 giugno scorso e superiore del 6,15% alla seconda offerta pervenuta al gruppo e comunicata il 9 luglio scorso. Si trattava di due offerte giunte al vertice Impregilo espressione dei Gavio, mentre ora la vendita viene con conclusa dal Cda targato Salini.
La firma del contratto di cessione della quota a Primav è attesa entro giovedì, mentre il closing dell'operazione potrebbe avvenire entro la fine dell'anno. L'offerta di Primav prevederebbe nuovi accordi di governance che confermano in favore di Impregilo, alcune prerogative sul governo societario della partecipazione tra le quali, in particolare, il diritto di nomina di amministratori e un potere di veto su alcune decisioni strategiche. La restante quota in Ecorodovias (a questo punto del 6,54%) potrà essere ceduta sul mercato o a terzi rispetto a Primav, purchè non concorrenti. Oggi, in una conferenza, i vertici di Impregilo illustreranno alla comunità finanziaria i benefici della transazione.

La reazione di Gavio
Gavio, che dall'estate si oppone alle strategie di Salini dopo aver perso in assemblea il controllo del gruppo, risponderà però oggi con un duro comunicato a quella che verrebbe definita una svendita di Ecorodovias.
E qui inizia il balletto delle cifre. Secondo la tesi dell'imprenditore di Tortona, che effettua i calcoli tenendo conto della svalutazione del reais, il 19% della società brasiliana è infatti stata ceduto con un premio del 5% sulla chiusura di Borsa contro il 12,5% dell'offerta ricevuta in estate. Ma, per Gavio, sarebbe soprattutto incredibile la cessione di un altro 3,7% al prezzo di 16,50 reais con uno sconto addirittura dell'8,8%. Per l'imprenditore si tratterebbe dunque di una svendita a tutti gli effetti. Insomma, si attende un seguito oggi con una battaglia legale che rischia di inasprirsi dopo l'esposto in Procura di Bruno Binasco, in qualità di amministratore delegato di Igli (gruppo Gavio), e le conseguenti indagini su Pietro Salini e il direttore generale Massimo Ferrari per operazioni deliberate in conflitto di interessi.

La risposta di Costamagna
«Abbiamo proceduto alla cessione perché abbiamo valutato che i vantaggi rivenienti da un'asta non sarebbero stati sufficientemente alti e abbiamo stabilito che era meglio privilegiare un'operazione che ci consentiva di mantenere i rapporti di collaborazione con gli Almeida per i lavori con Ecorodovias». È la spiegazione di Claudio Costamagna, presidente del gruppo Impregilo, fornita stamattina agli analisti finanziari riuniti in conference call in merito ai precedenti annunci del socio Salini (29,9%) sulla cessione dell'intera partecipazione nella società brasiliana tramite una procedura d'asta internazionale che valorizzava il 29,4% di Ecorodovias per circa 1,5 miliardi di euro.

Extra cedola in vista
«La società ha in animo di esaminare, ove vi fosse eccedenza, e ve ne sarà, una soddisfazione per gli azionisti». È quanto ha dichiarato Pietro Salini, a.d. del gruppo Impregilo, riferendosi agli impegni presi con gli azionisti nel caso andassero in porto alcuni obiettivi prefissati, fra cui la
vendita della partecipazione in Ecorodovias. Proprio nella serata di ieri il Cda del general contractor ha accettato l'offerta proveniente da Primav e da Btg sulla cessione del 23% complessivo della società brasiliana per un ammontare di circa 900 milioni di euro.
«Se anche non ci fosse una plusvalenza contabilizzata nel periodo - ha spiegato Salini
rispondendo ad un analista che chiedeva un riscontro sulle promesse di un jumbo dividend agli azionisti - su proposta del Cda si potrebbe procedere ad un dividendo comunque.
Impregilo - ha sottolineato - dispone di riserve per circa 200 milioni che potrebbero essere messe a disposizione.

Nel corso della conferenza telefonica con gli analisti finanziari, che ha fatto seguito alla decisione del Cda di Impregilo di accettare le offerte provenienti dal Brasile sul 23% di Ecorodovias, Pietro Salini ha sottolineato che l'operazione «elimina tutto il peso dell'indebitamento della società,
oltre a liberare importanti linee di sviluppo futuro, come ad esempio la capacità di bonding che viene ripristinata, e riporta il business del gruppo sulle grandi costruzioni».
L'a.d. ha spiegato che l'impatto fiscale dell'operazione di cessione della maggior parte della quota detenuta in Ecorodovias é di circa il 15% del valore, quantificabile in 120 milioni di euro circa: «Avremo un cash in netto di circa 700 milioni che, calcolato l'impatto sul patrimonio netto,
diventano circa 585 milioni». Salini ha spiegato che l'accordo brasiliano prevede che la famiglia Almeida e il gruppo Impregilo concorrano insieme per i grandi lavori e si prevede un ammontare fino a 7,5/8 miliardi di reais per i prossimi 10 anni. «L'accordo con gli Almeida - ha spiegato
Salini - é un accordo di principio che si basa su un rapporto di joint venture o di consorzio per la
realizzazione dei lavori, con un framework del 50%, mentre per i lavori il rapporto é del 60% per Ecorodovias e 40% per Impregilo, anche nel caso vendessimo l'intera partecipazione nella società brasiliana».


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