Lavori Pubblici

Costruzioni, la crisi scuote anche le grandi imprese: utili dimezzati in tre anni, 9 imprese in rosso su 50

Alessandro Arona

Dossier sugli ultimi bilanci delle 45 maggiori imprese generali e le prime 5 specialistiche. Il fatturato globale cresce (+8,6%), ma le difficoltà di liquidità pesano sull'equilibrio finanziario

Nel 2008 le prime 50 imprese di costruzione italiane cumulavano un utile netto di 876 milioni di euro, pari al 4,2% dei loro fatturati. Nell'ultimo esercizio, il 2011, il risultato netto è precipitato alla metà (53%), e cioè 469 milioni.
Nel 2008, inoltre, solo due imprese avevano chiuso l'esercizio in perdita, e per valori del tutto marginali, inferiori allo 0,8% del fatturato, mentre negli ultimi bilanci a chiudere in rosso sono in nove, e con incidenza sotto l'1% solo in due casi (Carena e Consta), via via più rilevante negli altri: 2% per Coopsette, 2,5% per Salvatore Matarrese, 17% per Tecnimont civil construction (Tcc), 17,4% per Codelfa, 4,7% per Gdm, 16,7% per Orion, 16% per Seli.
Sono alcuni degli elementi che emergono da un'analisi dei dati dei bilanci 2011 elaborati dallo Studio Guamari per lo «Speciale classifiche» (a cura di Aldo Norsa), ospitato come tradizione sul «Edilizia e Territorio» (clicca qui per scaricare il dossier, riservato agli abbonati ).
Ma non sono solo i numeri a dare il quadro di una crisi – degli appalti pubblici, dell'immobiliare, di mancati pagamenti da parte della Pa, di finanziamento bancario – che ormai è chiaro: non lascia immuni neanche le grandi imprese di costruzione. Dalle Classifiche 2011 (Top 45 imprese generali e Top 5 specialistiche) sono uscite cinque società per crisi conclamata, oggi impegnate in procedure concorsuali per evitare il fallimento: Baldassini Tognozzi (Btp), Sacaim, Ghizzoni, Consorzio Etruria, Dec.
Inoltre altre sei imprese della Top 50 sono in seria difficoltà, alcune a rischio chiusura. La crisi dell'immobiliare ha picchiato duro sulla coop Iter, mentre sono soprattutto i ritardi nei pagamenti della Pa a mettere a rischio la Orion. L'immobiliare mette in difficoltà anche la Gdm, che però sembra in grado di diversificare. In difficoltà anche Tcc e Seli, anch'esse però potenzialmente dotate di più armi per risollevarsi.
È vero che il fatturato complessivo delle Top 50 continua a crescere, +8,6% nel 2011 a 20,894 miliardi di euro, ma i macronumeri sono fatti soprattutto dalle crescite di un manciata di super-big, quali Astaldi, Salini, Pizzarotti e Cmc, oltre a Pavimental, Coopsette, Glf, Maltauro, Impresa e Ics (Claudio Salini). Tuttavia – scrive Aldo Norsa – «fatturare non significa incassare (la cifra d'affari spesso non coincide con l'incassato...), lavorare non significa guadagnare, contrattare non significa lavorare».
Circa il secondo concetto, caso emblematico è quello di Carena, che torna in classifica dopo molti anni con una crescita di fatturato del 98% ma chiude il bilancio in perdita e denuncia una forte esposizione debitoria, con rapporto di 5,25 fra indebitamento netto e patrimonio netto.
La solidità finanziaria è uno dei fattori chiave di sopravvivenza delle imprese: caso limite è quello della Sac di Roma, attiva negli appalti e nell'immobiliare, new entry in classifica con crescita del 35% in due anni e utili netti importanti nel triennio 2009-2011, tant'è che una delle sole cinque imprese con posizione finanziaria netta positiva (ha più cassa e crediti che debiti, rapporto debt/equity -0,74).
Sono comunque molte le imprese che vanno bene (si veda il tabellone integrale con i dati di bilancio, riservato agli abbonati ), trainate dai lavori all'estero ma anche da alcune grandi commesse italiane partite negli ultimi due anni (le autostrade in Lombardia e le due nuove tratte Tav in primis).
Poi ci sono le realtà protette dei lavori autostradali in house, di cui beneficiano Pavimental, Toto, Serenissima Costruzioni, Itinera. O storie interessanti di capacità di adattarsi a un mercato che cambia, come quella della catanese Tecnis, che inglobando una società di ingegneria è diventata fortissima nelle gare ad appalto integrato.


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