Lavori Pubblici

Studio Crif: dall'inizio dell'anno fallite 2.312 imprese edili e immobiliari

In Italia nei primi 9 mesi del 2012 hanno portato i libri in Tribunale più di 35 imprese al giorno, quasi 1.000 al mese, per un totale di 8.718 fallimenti. Oltre il 20% dei fallimenti riguarda l'edilizia, che si conferma il settore in maggiore difficoltà con 1.862 casi, sommando i microsettori della 'costruzione di edifici', degli 'installatori' e dell''edilizia specializzata'. Collegati alla crisi del
comparto vanno considerati anche i 450 fallimenti rilevati nel settore immobiliare.

È quanto emerge dall'analisi dei fallimenti in Italia, aggiornata alla fine del terzo trimestre 2012, realizzata da Cribis D&B, società del gruppo Crif specializzata nella business information.

Nello specifico, dopo i 3.212 casi rilevati nel primo trimestre e i 3.109 del secondo, nel terzo trimestre dell'anno (caratterizzato dalla presenza del mese di agosto, che tradizionalmente ne comprime la dinamica) sono fallite 2.397 imprese (contro le 2.205 del terzo trimestre 2011).

Considerando il trend a partire dal 1 gennaio 2009, quando la crisi economica ha iniziato a far sentire, sono complessivamente 41.556 le imprese ad aver dichiarato fallimento.

Il numero di fallimenti registrato in Italia nel terzo trimestre 2012 cresce sensibilmente sia rispetto al corrispondente periodo dello scorso anno (+9%), sia rispetto agli anni precedenti (+16% rispetto al 2010 e soprattutto +39% rispetto al 2009). Nei primi nove mesi del 2012, a fallire in Italia sono state soprattutto società di capitali, con 6.674 casi, pari al 77% del totale. Solo una minoranza invece sono società di persone (1.075 casi, pari al 12%) e ditte individuali (969 casi, pari all'11%).

La regione più colpita è la Lombardia (quella che, del resto, presenta anche il maggior numero di imprese attive), dove dall'inizio del 2012 hanno dichiarato fallimento 1.925 imprese, 541 casi solamente considerando il terzo trimestre, totalizzando una quota superiore al 22% di tutti i casi registrati in Italia nel periodo di rilevazione. Al secondo posto si colloca il Lazio, con 897 fallimenti nel 2012, mentre chiude il podio il Veneto, con 743 casi totali di cui 238 nel solo terzo trimestre.


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