Lavori Pubblici

Nel Lazio investimenti crollati del 45%, addio a 2mila imprese

«Condividiamo la politica di risanamento dei conti Pubblici», ma «le amministrazioni del territorio, hanno reagito alle minori entrate con la soluzione più semplice: hanno tagliato gli investimenti. Nulla o quasi nulla è stato fatto per aggredire la spesa corrente, che nel frattempo è, nella maggior parte dei casi, addirittura aumentata». Lo afferma il presidente dell'Acer Eugenio Batelli.
«Il crollo degli investimenti in questo settore, nella nostra regione, tra il 2007 e il 2011, appare evidente dai dati relativi ai bandi di gare pubblicati. Si sono ridotti del 45%, passando da 1 miliardo e 800 milioni a 1 miliardo. Nei primi otto mesi di quest'anno l'importo dei bandi è di appena 270 milioni - prosegue - Non verranno realizzate quindi, nei prossimi anni quelle opere pubbliche che sono essenziali per le esigenze della nostra Regione».

Gli effetti sul ettore sono drammatici, sia in termini di imprese attive, che di lavoratori addetti. «Dalla fine del 2007 ad oggi abbiamo perso oltre 2.000 imprese. Nello stesso periodo l'occupazione è calata costantemente. Hanno perso il posto di lavoro oltre 18.000 operai», sottolinea Batelli.

Puntando lo sguardo sul Comune di Roma secondo i dati dell'Acer dal 2008 al 2011 gli investimenti di Roma Capitale per la manutenzione stradale si sono ridotti del 74%. «Siamo passati da 115 a 30 milioni. La stessa percentuale di riduzione (del 74%) la registriamo negli investimenti per la manutenzione delle scuole. Dai 95 milioni del 2008 siamo passati a 25 milioni nel 2011. Riduzioni similari si riscontrano negli investimenti della Provincia di Roma (sull'edilizia scolastica ndr): da 60 milioni del 2010 si passa a 10 milioni nel 2012 - aggiunge il presidente dei costruttori -. Gli investimenti per la viabilità si sono ridotti a 15 milioni rispetto ai 69 milioni del 2009».


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