Lavori Pubblici

Credito d'imposta, Ciaccia: «Ecco la lista delle grandi opere»

Giorgio Santilli

Tra le infrastrutture in project financing a cui assegnare il nuovo sconto fiscale (al posto del contributo publico) il vce-Ministro cita la Tav Brescia-Padova, la Fano-Grosseto, il metrò C di Roma

Il tira e molla sulle agevolazioni fiscali che dovrebbero favorire la realizzazione di infrastrutture con capitali privati non è finito, ma il viceministro alle Infrastrutture, Mario Ciaccia, è convinto che un punto fermo è stato messo con l'articolo 33 del decreto sviluppo. «Vogliamo favorire opere in partenariato pubblico-privato che non potrebbero vedere la luce senza un adeguato sostegno fiscale», dice. Gli strumenti di sostegno sono più di uno. Il primo è rivolto a "nuove" opere di importo superiore a 500 milioni i cui progetti saranno approvati entro il 31 dicembre 2015: è il credito d'imposta a valere su Ires e Irap con il tetto del 50% sul costo d'investimento. «Questo tetto - dice Ciaccia - è necessario se si vuole coinvolgere effettivamente il capitale privato per una quota non marginale». Il ministro Corrado Passera aveva parlato di investimenti sbloccabili con questa norma per 15 miliardi.
Ora Ciaccia dà la lista delle sette opere cui il Governo, «in via sperimentale», sta pensando di applicare il credito d'imposta. Eccole: Fano-Grosseto (3,2 miliardi), Pedemontana piemontese (700 milioni), Autostrada della Cisa (1,8 miliardi), metrò C tratta T2 di Roma (2,4 miliardi), metrò D di Roma (1,9 miliardi), sublagunare veneta (800 milioni) e soprattutto l'Alta velocità Verona-Padova (5 miliardi) su cui anche gli industriali veneto hanno già enunciato una disponibilità al coinvolgimento. Il credito d'imposta si utilizzerà, quindi, soltanto per opere non ancora affidate.
Il testo del decreto legge prevede che ad accertare «la non sostenibilità del piano economico finanziario» e la «entità del credito di imposta entro il limite» del 50% è verificata dal Cipe «previo parere del Nars» integrato da un componente ciascuno del ministero delle Infrastrutture e dell'Economia. Nel testo finale, il Nars (nucleo di valutazione delle tariffe nei servizi pubblici) è stato preferito all'Unità tecnica finanza di progetto, secondo una logica che sfugge ai più.
Ciaccia chiarisce che «l'obiettivo resta anche quello di attrarre capitali esteri» e che «le defiscalizzazioni sono solo un pezzo del lungo cammino che è partito con l'operazione di dare certezza al quadro normativo del settore ed è poi continuato con l'approvazione del project bond e si completerà con il riordino dei codici». Ciaccia racconta di aver raccolto molto interesse per le infrastrutture italiane nella trasferta londinese in cui ha incontrato «33 operatori finanziari internazionali fra cui JP Morgan, Morgan Stanley, Ubs, Moody's».
Il secondo strumento inserito nel decreto legge consente invece di sostenere anche le infrastrutture «già affidate o in corso di affidamento con contratti di partenariato pubblico-privato». L'intervento di defiscalizzazione sarà ammesso «nel caso in cui risulti necessario ripristinare l'equilibrio economico finanziario». A decidere sempre il Cipe sulla base del parere Nars.
Ciaccia non vuole fare nomi e cognomi di opere specifiche per questa seconda categoria di infrastrutture agevolate. Quando, però, gli si chiede se tra i beneficiari ci saranno le tre grandi autostrade lombarde, Pedemontana, Brebemi e tangenziale est Milano (Tem), che devono riportare in equilibrio i loro piani non smentisce.
C'è infine il caso specifico dell'autostrada Tirrenica per cui l'apertura concreta dei cantieri, dopo il via libera di massima del Cipe, è stato rinviato per il braccio di ferro tra Regione e Governo sugli sconti ai pedaggi pagati dai residenti locali. Il decreto individua la soluzione. «Una parte consistente, fino al 75%, dei canoni dovuti dal concessionario all'Anas saranno trasferiti alla Regione per varare compensazioni in favore dei pedaggi pagati dagli abitanti». Il beneficio riguarderà solo la tratta Cecina-Civitavecchia.


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