Lavori Pubblici

Fondi europei, Italia ancora in ritardo. Barca: «Serve un grande sforzo per evitare il taglio dei finanziamenti»

A.A.

Al 30 settembre spesa 2007-2013 nelle Regioni del Sud ferma al 22,6%, rispetto a un obiettivo a fine anno del 29%. Circa il 40% di questi fondi si riferisce a edilizia e infrastrutture

Salgono appena più di un punto percentuale, rispetto all'ultima rilevazione del 31 maggio, i dati che misurano lo stato di attuazione della politica di coesione per il complesso delle Regioni italiane (il livello di spesa dei programmi statali e regionali finanziati dai fondi strutturali europei, più co-finanziamento nazionale).
Se nel precedente trimestre le certificazioni di spesa presentate a Bruxelles raggiungevano per l'intera Italia il 25,1%, oggi, in base ai nuovi dati elaborati dal Dipartimento per lo sviluppo e la coesione economica e aggiornati al 30 settembre, si fermano al 26,3% (Figura 1) del totale dei fondi europei (54,3 miliardi di euro al netto degli importi devoluti al Piano di Azione Coesione) da utilizzare nel corso dell'attuale programmazione 2007-2013.

Secondo le stime dell'Ance, i programmi da fondi strutturali e i fondi sviluppo e coesione (ex Fas) rappresentano insieme circa il 40% delle risorse statali destinate in questi anni alle infrastrutture, per cui «dall'efficiente utilizzo di questi fondi - osservava l'Ufficio studi Ance nell'ultima congiunturale di giugno 2012 - dipende la riuscita della politica infrastrutturale di livello nazionale».
Sempre l'Ufficio studi Ance notava che su 101 miliardi di programmazione unitaria (Italia) 2007-2013, circa il 40%, 40,8 miliardi di euro, si riferiscono a investimenti in costruzioni e infrastrutture (opere urbane, infrastrutture di trasporto, tutela ambientale, etc...).

I nuovi dati confermano l'andamento accettabile delle Regioni più sviluppate con il 35,5% di spesa (Figura 2) e con una pur lieve riduzione della stagionalità delle certificazioni, solitamente concentrate nei mesi terminali dell'anno. Decisamente insoddisfacenti, invece, restano in generale i risultati dei Programmi nazionali e regionali relativi alle Regioni meno sviluppate (Figura 3), complessivamente fermi al 22,6%, nonostante la riduzione del co-finanziamento nazionale operata attraverso il Piano di Azione Coesione. Ancora 1,6 punti sotto il target nazionale di fine ottobre (6,4 punti sotto il target di fine dicembre). Tra i programmi operativi nazionali confermano una buona posizione quelli per l'Istruzione (45,5%) e la Ricerca (36,2%). Assai problematico, invece, l'andamento del programma Trasporti (Reti e Mobilità) pericolosamente stabile al 12,4% (Figura 4 e 5).
Complessivamente, del totale di 52 Programmi dell'intera Italia (FESR e FSE) solo 17 hanno già raggiunto il target di ottobre.
Non soddisfatto il Ministro per la Coesione territoriale, Fabrizio Barca: «Dai dati – ha affermato il Ministro – non emerge ancora il balzo che aspettiamo. In 27 giorni 35 Amministrazioni pubbliche regionali e nazionali devono compiere uno sforzo notevole. Rammento a tutti, amministratori e cittadini, che se il target di ottobre non sarà centrato il Programma subirà un definanziamento automatico a favore di altri interventi».


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