Lavori Pubblici

Giampaolino (Corte Conti): «Crollo drammatico della domanda». Buzzetti: «Dare più spinta all'edilizia»

«Siamo in presenza - ha sottolineato il presidente della Corte dei Conti Luigi Giampaolino in un'audizione alla Camera sulla Nota di aggiornamento al Def - di un ridimensionamento della domanda aggregata che a metà 2012 aveva raggiunto queste cifre: -19% per gli investimenti in macchinari, -23% per le costruzioni, -4% per i consumi delle famiglie, -6,7% per le esportazioni. Sono valori fortemente negativi - ha aggiunto - e presumibilmente destinati a peggiorare nella seconda parte dell'anno e nei primi mesi del 2013».

«Condivido il richiamo del presidente della Corte dei Conti sulla necessità di avere piu' ambizione nelle politiche della crescita per far uscire il Paese dalla crisi, intervenendo a sostegno del settore delle costruzioni, su cui anche la magistratura contabile lancia l'allarme». Questo il commento del presidente dell'Ance, Paolo Buzzetti, alle preoccupazioni espresse stamattina da Luigi Giampaolino nell'audizione sul Def alla Camera.
L'Ance sostiene da tempo che il rigore da solo non è sufficiente a garantire al Paese di riemergere dal ciclo negativo di bassa crescita e debito alto. Soprattutto perchè il rigore in questi anni ha portato al crollo di investimenti in settori produttivi importanti come l'edilizia, capace di trainare l'economia e l'occupazione nazionale anche nei momenti più difficili.
«Il percorso di rientro del debito inoltre - prosegue Buzzetti - non può essere fatto solo sulle spalle delle imprese che hanno sottoscritto contratti con la Pa e non vengono pagate per lavori eseguiti».
Non si può continuare - scrive l'Ance - a nascondere sotto il tappeto la mole di debiti che lo Stato deve alle imprese nell'illusione che l'Europa non se ne accorga. In realtà il problema dei ritardati pagamenti della Pa è noto a tutti, anche agli investitori internazionali, per cui non ci sono più scuse per rimandare gli interventi risolutivi individuati e già previsti e che tardano ad arrivare.
«Pagare le imprese quanto loro dovuto - conclude il presidente dell'Associazione nazionale costruttori edili - è un atto di giustizia e di coesione fondamentale per risanare il Paese sotto il profilo economico e sociale».


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