Lavori Pubblici

Pmi insieme in reti e consorzi, per affrontare meglio la crisi: le storie e la guida agli strumenti

Alessandro Arona e Stefano Setti

Il consorzio Grecale batte i big nel megalotto della Ionica. Bene anche il Consorzio 131. Il bilancio delle prime "Reti" e altre 4 storie di aggregazioni

Unirsi per vincere. O più realisticamente: unirsi per sopravvivere. O forse entrambe le cose insieme.
È quello che sta avvenendo sul mercato dei lavori pubblici italiano da parte di piccole e medie imprese, che si aggregano in consorzi per sommare qualifiche e mettere in comune competenze e tecnologie, al fine di accedere a mercati altrimenti fuori portata.
Il consorzio di Pmi, o altre forme di aggregazioni (si veda la "Guida", solo per abbonati ) diventa sempre più spesso la strada per sfuggire al tunnel di un mercato asfittico e dalla concorrenza sfrenata, con ribassi spesso antieconomici. E una volta aggregati si tenta quasi sempre anche la strada dell'estero.
Sono molte le storie che si raccolgono in giro per l'Italia. Sul nostro settimanale, «Edilizia e Territiorio», abbiamo raccontato del Consorzio Grecale, friulano (si veda l'approfondimento, per abbonati ), vincente nel megalotto 4 della Ionica (81 milioni al netto del ribasso, quota del 35%) e prima in un lotto di Autovie per la A4 (100 milioni al netto, quota del 15%), e del Consorzio 131 (si veda l'approfondimento, per abbonati ) in Sardegna, vincente nella gara Anas per la Sassari-Olbia (85 milioni a base d'asta) e all'estero, in Qatar.
Poi le storie del Consorzio Valsusa (piccole imprese insieme per i subaffidamenti Tav) e Cim di Milano, che aggrega medie imprese milanesi per un fatturato complessivo di 500 milioni. E infine, su diversa scala, il processo di aggregazione tra le maxicooperative Cmb e Unieco (si veda su queste tre storie l'approfondimento, per gli abbonati )
Qui a fianco (correlata) la storia di una media coop toscana (la Cellini) che è sbarcata in Sudafrica. Ma altri tentativi sono in corso ad esempio tra le imprese Ance di Roma.

Si diffonde anche l'utilizzo delle Reti di impresa (si veda l'approfondimento, per gli abbonati )da parte delle imprese di costruzione (sono una ventina quelle costituitre negli ultimi due anni, da quando lo strumento è stato lanciato grazie agli sgravi fiscali sugli utili investiti nel fondo patrimoniale comune).
In edilizia lo strumento viene utilizzato soprattutto per "fare filiera" nel campo dell'edilizia privata e per aggregare impiantisti e fornitori di materiali e tecnologie. Un campo molto battuto è quello delle energie rinnovabili e della riqualificazione energetica degli edifici.
Siamo tornati però a verificare come vanno le cose nelle prime due reti d'impresa nate in edilizia, entrambe a inizio 2011 (si veda il numero 17/2011 di «Edilizia e Territorio»).
La Rete Rinnova riunisce nove imprese artigiane di San Felice sul Panaro (Modena) – progettazione, costruzione, impiantistica, produttori di materiali – ed è nata soprattutto per proporre a privati proposte chiavi in mano di riqualificazione energetica degli edifici. «La quota di lavori fatta insieme – racconta Angelo Sorrentino, Ieci Impianti, uno di promotori della rete – è cresciuta moltissimo, tra il 20 e il 50% a seconda delle imprese. La rete ci ha aiutato moltissimo ad affrontare la crisi». «Poi, a fine maggio – aggiunge – è arrivato il terremoto, il nostro è uno dei comuni più colpiti. Superata l'emergenza, ora puntiamo molto sulla ricostruzione pesante, dove le ordinanze coprono anche la riqualificazione energetica, ma già ora, per piccoli interventi, la rete funziona».
Bene anche Infrabuild, unione di dieci imprese del milanese, di scala più elevata, nell'ingegneria, prefabbricazione edilizia, inerti, impiantistica, immobiliare, costruzioni. Nessun lavoro avviato insieme, però, finora: «ci siamo concentrati nella ricerca – spiega il presidente, Marco Brivio – nella produzione di un format di eco-village (si veda su www.nuevoformat.it), con cui abbiamo vinto il premio Eco Luoghi 2011 del Maxxi di Roma. Tuttavia le iniziative della rete sono state anche una potente operazione di marketing, che ha permesso alle imprese aderenti di avere più commesse e reggere alla crisi». A inizio 2013 partirà il primo cantiere di eco-village, in un comune in provincia di Lecco, per realizzare 12mila mc di case e villette in classe A, con strutture portanti in legno-massello.


© RIPRODUZIONE RISERVATA