Lavori Pubblici

Il comitato Cire: Annullare i bandi Enel e aprirli alle imprese iscritte al comparto

Alessandro Lerbini

In corso di aggiudicazione altri 24 lotti. In gioco interventi per 1,7 miliardi per i prossimi cinque anni

Le imprese delle reti elettriche si ribellano alle nuove modalità di gara dell'Enel. In un incontro che si è tenuto a Roma mercoledì 19 settembre i rappresentanti del Comitato interassociativo reti elettriche (Cire) - composto da Anicle, Anie e Assistal (anche se quest'ultima si è dissociata) -, hanno sottoscritto un accordo che prevede la richiesta di proroga di due mesi per la presentazione delle offerte dei 24 lotti territoriali per i lavori e i servizi sulla rete per i prossimi cinque anni, con l'obiettivo dichiarato di annullare i bandi aperti a tutti e di ripubblicarli solo per il comparto qualificato di imprese costituito dall'Enel. La posta in gioco è rilevante: si tratta di un'operazione dal valore di 1,7 miliardi di euro che sta mettendo a rischio la sopravvivenza di 200 imprese che occupano più di 5mila addetti.

La vicenda

Le imprese fanno parte di un albo fornitori costituito da Enel al quale si è ammessi dopo aver superato un rigoroso iter di qualificazione. Tra le prestazioni richieste ci sono reperibilità, interventi su guasti, gestione utenze. Con un bando europeo pubblicato nel 2010 e un percorso condiviso con Cire, Enel ha rivisto i requisiti di qualificazione rendendoli più stringenti e impegnativi. Lo scopo era quello di accrescere la capacità dei fornitori e di stimolare aggregazioni stabili. Linee che sono state seguite dalle imprese italiane che si sono adeguate investendo notevoli risorse per potenziare le strutture.
L'Enel in questi mesi ha messo in gara 27 lotti (uno sperimentale, due aggiudicati, 24 con scadenza 10 ottobre) con due bandi europei aperti alla partecipazione anche di soggetti non qualificati con la motivazione di uno scarso numero di appartenenti al comparto interno. Albo, secondo il Cire, che si è dimostrato invece sovradimensionato rispetto al volume delle attività. A far scattare la protesta delle imprese è stata la conclusione del primo bando, suddiviso in tre lotti, comprendente Liguria e Piemonte orientale, vinti da associazioni d'imprese con società spagnole capogruppo affiancate da società italiane di fascia medio-bassa e a prezzi notevolmente inferiori rispetto ai precedenti contratti.
Esiti simili sono prevedibili anche per il bando da 24 lotti dove la verifica dei requisiti è prevista dopo l'aggiudicazione a contratto stipulato.

«Stiamo attendendo il ricorso presentato da una società per il lotto Piemonte-Liguria - afferma il presidente del Cire, Luigi Celani - e il parere dell'Autorità di vigilanza sulla legittimità dei bandi. E su entrambi siamo molto fiduciosi. Abbiamo lavorato con rapporto fiduciario per anni con Enel ma ora ci cambiano le carte in tavola con lo scopo di far entrare operatori non qualificati a prezzi stracciati. Si stanno raggiungendo ribassi del 30% che nel nostro settore sono un'enormità, visto che di solito si aggiudica con pochi punti percentuali. Abbiamo investito soldi e fatica in accordo con Enel per far parte di questo albo, ma alla fine non viene utilizzato e il rischio concreto è quello di uno smantellamento del comparto nazionale e di un aumento della disoccupazione. Queste modalità permettono agli operatori stranieri, ma anche a quelli italiani, di lavorare nel campo delle reti di media e bassa tensione senza avere le esperienze e le conoscenze necessarie».
Dello stesso tenore Sergio Volpato, direttore di Anicle: «E' a rischio il futuro delle imprese, visto che parliamo di attività che si svolgeranno nei prossimi cinque anni. Bisogna risolvere la partita adesso oppure molte società chiuderanno velocemente».

Anche le modalità di aggiudicazione sono contestate dalle aziende del comparto: «Nella forma - conclude Celani - sono offerte economicamente più vantaggiose, ma si tratta invece di massimi ribassi mascherati, visto che all'offerta tecnica vengono assegnati al massimo 25 punti, di cui 20 facilmenti raggiungibili da tutti». Nell'incontro con le imprese è stata valutata anche la possibilità di effettuare una class action verso Enel per rientrare degli investimenti effettuati in ottica dell'albo fornitori.


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