Lavori Pubblici

Edilizia, crisi choc: per l'Istat la produzione crolla del 14% su base annua

Alassandro Arona

Accelera nel 2012 la crisi dell'edilizia (in corso dal 2008). A confermarlo è lstat, che oggi ha diffuso i dati di giugno-luglio della produzione nelle costruzioni .
Il dato più significativo, quello tendenziale, segnala un calo del 14,2% tra il dato di luglio 2012 e quello di luglio 2011, e nei primi sette mesi dell'anno una contrazione del 13,9% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Il dato sulla produzione, quello comunicato oggi dal'Istat, comprende gli investimenti in costruzioni (l'indicatore che viene utilizzato da Ance e Cresme per le loro analisi congiunturali sul settore) ma anche la manutenzione ordinaria (privata e pubblica) del patrimonio edilizio e infrastrutturale.

A luglio 2012 l'indice destagionalizzato della produzione nelle costruzioni è diminuito, rispetto a giugno 2012, del 2,2%. Nella media del trimestre maggio-luglio l'indice ha registrato una flessione dell'1,4% rispetto al trimestre precedente.
L'indice corretto per gli effetti di calendario a luglio 2012 è diminuito in termini tendenziali del 14,2% (i giorni lavorativi sono stati 22 contro i 21 di luglio 2011). Nella media dei primi sette mesi dell'anno la produzione si è ridotta del 13,9% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.
A luglio 2012 l'indice grezzo ha segnato un calo tendenziale dell'11,2% rispetto allo stesso mese del 2011. Nella media dei primi sette mesi dell'anno la produzione è diminuita del 13,2% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

«Il dato sulla produzione - commenta Antonio Gennari, direttore Ufficio studi Ance - è più fluttuante di quello sui soli investimenti, e risente molto di fattori stagionali o imprevedibili. Tuttavia non può non essere preoccupante quel che emerge dai dati Istat, e cioè il consolidarsi di una pesante tendenza al ribasso della produzione, anche nei mesi estivi. In effetti anche noi come Ance abbiamo la percezione che i cantieri si stiano fermando, in primis nel privato, nell'immobiliare, ma anche nel pubblico come conseguenza del ritardo nei pagamenti, fenomeno che ormai non riguarda più solo le piccole stazioni appaltanti, ma anche i grandi enti, come dimostra il caso Anas».
«È ancora presto, comunque - conclude Gennari - per dire se il dato Istat di oggi porterà a un peggiormanento dell nostra previsione congiunturale per il 2012, attualmente al -6,0%. D'altra parte lo stesso Istat ha di recente pubblicato la nota sul Pil, con previsione del -6,3% per gli investimenti fissi lordi in edilizia nel 2012» (si veda l'articolo correlato). «E poi - aggiunge - speriamo che l'aumento degli incentivi al recupero (decreto Sviluppo) possa avere un effetto sugli investimenti in recupero e sulla manutenzione a partire da questa parte finale del 2012».

«Il crollo della produzione nel settore delle costruzioni - dichiara Domenico Pesenti, segretario generale della Filca-Cisl - sembra inarrestabile. L'ultimo dato diffuso dall'Istat dimostra che siamo di fronte ad una crisi senza precedenti, per la quale sono indispensabili interventi urgenti e radicali. L'esecutivo non può più perdere tempo, i lavoratori edili espulsi dal mercato sono centinaia di migliaia e rappresentano un problema sociale di non poco conto, aggravato dalle norme sull'età pensionabile».
«Il tempo degli annunci è finito - aggiunge Pesenti - e il governo deve ascoltare quanto il sindacato ripete con forza da anni insieme all'associazione dei costruttori, e mettere in atto misure utili a risalire la china. Un primo provvedimento è l'allentamento del Patto di stabilità per i comuni virtuosi, per metterli nelle condizioni di investire per la qualità delle città e la messa in sicurezza del territorio. Inoltre continuano ad essere numerosissime le aziende in difficoltà che vantano però crediti nei confronti della Pubblica amministrazione per lavori già compiuti. Si tratta di ritardi inaccettabili, ed è per questo che chiediamo il recepimento nei tempi più brevi possibili della direttiva Ue sui pagamenti della PA».


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