Lavori Pubblici

Ance Sicilia contro i general contractor: soffocano le Pmi

Le denunce di Ance Sicilia sui comportamenti dei General contractor che, secondo la stessa associazione dei costruttori edili, soffocano le piccole e medie imprese locali affidatarie dirette, sono state raccolte da 39 deputati nazionali di tutte le regioni e di tutti gli schieramenti politici. E così in un'interpellanza i firmatari chiedono al ministro dello Sviluppo Economico, Corrado Passera, «di riportare in un ambito di correttezza giuridica le fasi di esecuzione contrattuale relative agli affidamenti diretti in essere tra i General contractor e le società locali di Sicilia e Calabria, anche per garantire la sopravvivenza non assistita di un tessuto economico sano e dell'occupazione» e di «ordinare una verifica dei comportamenti dei general contractor nei rapporti con le aziende affidatarie», che nell'esecuzione di grandi opere pubbliche si stanno traducendo in un «inaccettabile drenaggio di risorse finanziarie che i general contractor stanno di fatto determinando in danno delle imprese meridionali« che lamentano soprattutto ritardati
pagamenti fino al fallimento. Tale strategia contrattuale, riporta ancora l'interpellanza, «comporta inevitabili rallentamenti nella realizzazione delle infrastrutture» e «un'altrettanto inevitabile proliferazione dei contenziosi legali».

Per il presidente di Ance Sicilia, Salvo Ferlito, in sostanza, bisogna voltare pagina perché finora «il sistema ha favorito una casta di poche multinazionali che sta impoverendo e distruggendo tutte le piccole e medie imprese con metodi che rasentano «l'estorsioné ai danni di chi, per mancanza di lavoro, é costretto a finire nelle loro mani».


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