Lavori Pubblici

Pagamenti, costruttori all'attacco dell'Anas: ritardi non più tollerabili

Mauro Salerno

Buzzetti: non possiamo accettare che anche il maggior ente appaltante d'Italia scarichi sulle imprese le inefficienze dello Stato - Bullo (Assobeton): anche le imprese sane chiudono per mancanza di liquidità

Costruttori all'attacco dell'Anas sul fronte dei ritardati pagamenti. Anche la spa delle strade, controllata al 100% dal ministero dell'Economia, comincia a mostrare difficoltà nell'onorare gli impegni assunti con le imprese esecutrici degli appalti. «Non possiamo accettare che anche il maggior ente appaltante d'Italia si adegui al sistema scorretto di scaricare sulle imprese le inefficienze dello Stato», attacca il presidente dell'associazione nazionale costruttori Paolo Buzzetti. «Nonostante le assicurazioni avute – continua Buzzetti – circa il superamento della situazione di stallo entro l'estate, per effetto di trasferimento di fondi da parte del Ministero delle Infrastrutture e ricorso a nuovi finanziamenti bancari, i ritardi sono continuati».

Nel settore l'Anas aveva finora goduto della fama di buon pagatore. Come riconosce la stessa Ance. Ma negli ultimi mesi le cose sono cambiate. «A partire dal mese di giugno, anche le erogazioni della società che gestisce la rete stradale nazionale hanno subito forti rallentamenti - dicono i costruttori - Moltissime imprese vantano attualmente crediti non pagati per decine di milioni e ciò viene ad aggravare la situazione di illiquidità e forte crisi nella quale ormai versano da lungo tempo».

Dall'Anas nessun commento ufficiale. Ma l'ente strade non nasconde che negli ultimi mesi i pagamenti abbiano cominciato a subire dei rallentamenti rispetto al passato. E il motivo sarebbe da ricercare in una mancanza di liquidità data per temporanea, ma che rischia di mettere in difficoltà le imprese abituate a lavorare nel settore stradale. Quando i pagamenti arrivano con il contagocce, rischia di diventare difficile anche mettere insieme la disponibilità necessaria per continuare a partecipare alle gare, nonostante si vanti un credito con la stessa stazione appaltante.

«È necessario – conclude Buzzetti – che il Governo intervenga tempestivamente, mettendo a disposizione dell'Anas le somme stanziate e che queste vengano utilizzate per pagare i crediti di tutte le imprese che operano nel settore stradale, grandi, medie e piccole. In caso contrario, molte di esse, già fortemente penalizzate per la riduzione del mercato e per la restrizione del credito, si vedranno costrette a chiudere».

Anche l'Assobeton lancia un nuovo allarme sul tema dei crediti vantano nei confronti delle Pa . Dal Governo tante promesse ma nulla di fatto sino ad oggi – dichiara Renzo Bullo presidente dell'associazione nazionale industrie manufatti cementizi – Forse, a chi ci governa, non è ben chiaro il danno irreparabile che i ritardi dei pagamenti stanno generando. L'ossigeno è finito e le imprese, anche quelle sane, stanno chiudendo per mancanza di liquidità. Non c'è un istante da perdere, bisogna agire in fretta se non si vuole che questa interminabile crisi lasci dietro di sé un tappeto di aziende morte che non rinasceranno mai più».

Ma per i produttori di cemento prefabbricato c'è anche la beffa: la legge 135/2012 (art. 12 Comma 80), oltre all'obbligo di pagare nei termini di 60 giorni i trasportatori dei prodotti impone pesanti sanzioni nei confronti di coloro che non rispettano la scadenza. Una previsione che per i prefabbricatori si traduce in oneri per il trasporto che arrivano ad un'incidenza sul fatturato del 10%. «Assobeton n quattro anni ha già perso il 30% degli associati che hanno chiuso le loro attività: è un segno tangibile – conclude Bullo – delle reali difficoltà di un comparto, portatore di un know how che tutta Europa ci ammira, che è stato per decenni uno dei simboli dell'impresa manifatturiera italiana».


© RIPRODUZIONE RISERVATA