Lavori Pubblici

Condotte acquista Inso (da Consorzio Etruria) e supera il miliardo di fatturato

Aldo Norsa

La "crescita esterna" si diffonde tra i maggiori gruppi delle costruzioni. Esempio eclatante è quello del terzo in classifica, Salini (gruppo che già si era cimentato con Todini) con il primo, Impregilo. Ma vi è un altro campione nazionale che sta acquistando aziende, più piccole, con buon ritmo. È il sesto gruppo, Condotte (che fa capo alla holding Ferfina): dopo aver acquistato Cossi (nel 2008, a Sondrio) e Lgv (nel 2011, a Bellinzona) ha continuato alla grande con Inso.
La sta comprando da Consorzio Etruria, in concordato preventivo, che la aveva rilevata da Nuovo Pignone (quando faceva parte del gruppo Eni) nel 2000 senza, per fortuna, mai troppo assimilarla a una compagine aziendale (cooperativa) che ha dimostrato un'inaspettata debolezza. Si tratta – come recita il comunicato stampa di Condotte – di un general contractor con lunga esperienza (la data di fondazione è il 1976) in progetti di ingegneria e costruzioni nei settori della sanità, dell'industria e del terziario e anche, rarità, forniture di strumentazione medicale.
In buona sostanza l'interesse del gruppo romano per un'impresa sei volte più piccola è non solo "di nicchia": rafforzarsi nell'edilizia (nella quale Condotte fattura solo il 7,9%), in particolare ospedaliera (ha una partecipazione nel Centro Protonico per i Tumori presso l'Ospedale di Mestre e nella costruzione di quello di Caserta) e dare impulso alla sua attività all'estero (nel 2011 per Condotte valeva 38,8%, per Inso 51%).
Da un esame delle schede delle due società (che saranno pubblicate nello Speciale Classifiche il prossimo 22 ottobre) si evince che Condotte continua la crescita del fatturato consolidato e, dopo la frenata del 2009, conferma il trend positivo iniziato nell'esercizio precedente chiudendo a 780,1 milioni (più 5,2%). Meno soddisfacenti sono i margini, con un 10,9% di crescita dell'ebit controbilanciato dal calo di ebitda e utile netto (meno 1,3% e 8,1%). Un buon segnale per il futuro è l'andamento del portafoglio ordini che dopo essere calato nel 2010 torna a crescere (dell'86,6%) grazie soprattutto a un 2011 nel quale l'estero pesa per il 56,8%.
Per quanto riguarda Inso l'andamento del fatturato e dei margini è diametralmente opposto infatti i ricavi 2011 (pari a 135,6 milioni) mostrano un calo del 20,9% e l'ebit registra un meno 16,2%. Cresce invece l'ebitda (21%) e soprattutto il risultato netto che passa dalla perdita di 5,6 milioni del 2010 (causata da svalutazione di crediti nei confronti della controllante) al milione di utile del 2011. Particolarmente confortanti sono i dati relativi al portafoglio lavori, che nel 2011 supera il miliardo e mezzo (più 64.2%) con 778,3 milioni di nuovi ordini (90% all'estero). Tornando al comunicato di Condotte si sottolinea tra le qualifiche più significative di Inso (la cui sede sarà mantenuta a Firenze) una forte esperienza nella realizzazione di edifici alti: l'ultimo è il grattacielo residenziale "Zlota 44" a Varsavia, di 57 piani, per un'altezza di 200 metri che porta la firma di Daniel Libeskind, preceduto dal Palazzo di Giustizia di Firenze, alto 76 metri, opera postuma di Leonardo Ricci che per la prima volta sfida nel cielo della città toscana il primato della Cupola di Filippo Brunelleschi. E nel campo ospedaliero Inso vanta cinque contratti di concessione in corso: in Italia, a Vimercate, Careggi, Nuoro ed Empoli, in Turchia, a Kayseri. Inoltre grosse forniture medicali per il Sidra Medical Center in Qatar e attività di global service con la controllata Sof.
L'acquisto di Inso (costato 30 milioni), consentirà, quando formalizzato, un vero e proprio salto dimensionale. Già nel 2012 il gruppo Condotte prevede di superare il miliardo di fatturato (metà del quale all'estero) - traguardo raggiunto l'anno scorso da Pizzarotti, portandosi in quinta posizione. Con un'internazionalizzazione che vede 14 Paesi di forte radicamento a fronte dei sette che Condotte già presidia.


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