Lavori Pubblici

Crisi ancora nera per l'edilizia: -6,3% tendenziale nel 2° trimestre (dati Istat)

Alessandro Arona

Calo congiunturale dell1,5% (2° trimestre rispetto al 1°), rispetto al -0,8% del Pil, e riduzione tendenziale del 6,3% (2° trimestre su 2° trimestre 2011) rispetto al -2,5% del Pil

L'Istat rivede al ribasso le stime del Pil nel secondo trimestre del 2012. Secondo i dati diffusi oggi il prodotto interno lordo, corretto per gli effetti del calendario e destagionalizzato, è diminuito nel secondo trimestre dello 0,8% rispetto al trimestre precedente e del 2,6% nei confronti del secondo trimestre del 2011. La stima preliminare diffusa lo scorso agosto indicava un calo dello 0,7% congiunturale e del 2,5% tendenziale. La variazione acquisita per il 2012 e pari a -2,1 per cento.

E l'edilizia è tra i settori con i dati peggiori: la variazione congiunturale (2° trimestre rispetto al 1°) degli investimenti fissi lordi in edilizia è stata del -1,5%, rispetto al calo medio del Pil dello 0,8; il dato tendenziale (2° trimestre 2012 su 2° trimestre 2011) è invece del - 6,3%, contro una media Pil del - 2,6%.

In dati Istat sono comunque molto negativi, anche peggio dell'edilizia, su tutto il fronte degli investimenti fissi lordi (che comprendono le costruzioni), che lasciano sul terreno in termini tendenziali , nel 2° trimestre 2012, il 9,5% del loro valore. Il calo è in particolare del 10,4% per macchine, attrezzature e prodotti vari e del 22,4% per i mezzi di trasporto.

Il dato sulle costruzioni è inoltre in linea con quanto previsto dall'Ance nell'Osservatorio congiunturale di fine giugno, che calcolava un 2012 con un calo reale del 6,0% negli invesimenti in costruzioni. L'Ance stima però la fine della recessione (+0,1%) nel 2013, grazie sopratttto alla spinta del decreto Sviluppo (in particolare il Piano città e le agevolazioni fiscali potenziate per la ristrutturazione edilizia).

Fra una decina di giorni è atteso il dato dell'Agenzia del Territorio sul volume degli scambi immobiliari nel secondo trimestre 2012, dopo che il primo trimestre aveva fatto registrare un pesante -17,8%, rispetto al peruiodo gennaio-marzo 2011, nel numero di immobili compravenduti, più che "mangiandosi" le deboli crescite tendenziali fatte registrare negli ultimi due trimestri 2011 (+ 1,6 e +0,4%).


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