Lavori Pubblici

Tav, prima gara entro dicembre. Virano: «Fino al 2015 Italia e Francia dovranno stanziare 1 miliardo»

Maria Chiara Voci

Il Commissario di Governo per la Torino-Lione soddisfatto per la conferma dell'opera da parte del premier Monti - Il termine per il progetto definitivo della tratta internazionale scadrà il 9 gennaio 2013

Torino-Lione, avanti tutta. Entro dicembre (questo l'obiettivo) sarà pubblicata da Ltf la prima gara d'appalto per la realizzazione, lato Francia, di una galleria di esplorazione che, a differenza di quelle realizzate fino a oggi, è già parte integrante del tunnel di base e vale 530 milioni. L'opera va dunque avanti, anche nei passaggi tecnici dell'iter.
Non nasconde la soddisfazione Mario Virano, commissario di Governo per la Torino-Lione e presidente dell'Osservatorio tecnico, dopo che, non più tardi di ieri, il presidente del Consiglio Mario Monti ha confermato che la Torino-Lione si farà e sarà uno degli argomenti al centro del 30° incontro bilaterale Italia-Francia, in programma a Lione a dicembre. Lunedì, il ministro Cancellieri ha annunciato la visita, entro settembre, dello scavo di Chiomonte e il rafforzamento delle forze dell'ordine a presidio del cantiere per lo scavo esplorativo, anche alla luce degli scontri dello scorso week end. Virano, nella doppia veste di commissario di Governo per la Torino-Lione e presidente dell'Osservatorio tecnico, è anche il nuovo presidente, al posto di Rainer Masera, della delegazione italiana nella Conferenza intergovernativa per la Torino-Lione.

Come inciderà il suo doppio ruolo nell'iter dell'opera?

Dal punto di vista operativo, non ci saranno differenze. L'Osservatorio e la Conferenza intergovernativa sono due realtà ben distinte e continueranno a operare, ciascuna verso i propri obiettivi. Già in passato ho sempre preso parte alle riunioni della Cig. È tuttavia ovvio che il nuovo incarico mi permetterà di stringere un rapporto più diretto con la controparte francese.

Che impegni attendono in autunno l'Osservatorio?

Continueremo la governance sul progetto definitivo della tratta internazionale, fino alla conclusione fissata entro il 9 gennaio 2013, e affiancheremo lo sviluppo del progetto della stazione di Susa, affidato in estate alla cordata di Kengo Kuma. Proseguirà l'approfondimento per l'utilizzo dei 10 milioni già messi a disposizione della Valsusa dallo Stato in conto compensazioni (oltre ai 20 per il nodo di Torino, ndr). Con un documento ufficiale, i sindaci hanno individuato 4 filoni, che sono la smart valley, l'energia, la messa a norma di edifici pubblici, a partire dalle scuole, e il consolidamento dell'assetto idrogeologico. Su questi temi, dovremo presentare un pacchetto di proposte operative.

Quali invece le scadenze della Cig?

In autunno sarà convocata una riunione per dare il via libera alla gara dello scavo fra La Praz e Saint Martin la Porte, opera che anticiperà il tunnel di base. Inoltre, saremo impegnati nella stesura di un dossier sull'opera, che sarà utilizzato in occasione del vertice Italia-Francia di dicembre. Infine proseguirà l'impegno per la definizione degli impegni finanziari e per l'applicazione del trattato Italia-Francia, siglato il 30 gennaio scorso, che deve essere ratificato dai Parlamenti con due simmetriche leggi di conversione.
Quale spesa dovranno affrontare sul breve periodo, i Governi per l'avvio dei lavori?
Entro il 2015, Italia e Francia dovranno spendere la propria quota di cofinanziamento, a fronte dei 671,8 milioni già messi a disposizione dalla Ue. La quota di contributo europeo varia dal 27/30 al 50%, a seconda che si tratti di lavori veri e propri o di opere, come nel caso della galleria in partenza in Francia, che possono ancora considerarsi propedeutiche alla fase di progettazione, anche se fanno già parte del tunnel. Tenuto conto di queste variabili, la spesa presunta per i due Stati si aggira fra i 450/500 milioni ciascuno.

Per cosa saranno impiegati i soldi, oltre alla galleria La Praz-Saint Martin?

In Francia è in fase avanzata il progetto del camerone di Modane, interscambio fra le due canne del tunnel di base. Sul lato italiano, la Cig lavorerà per capire se è possibile anticipare la progettazione definitiva di uno dei due tunnel di raccordo da 1,9 km fra Susa, dove esce la galleria transfrontaliera, e l'aggancio con la linea storica a Bussoleno. Mandare in gara quest'opera in anticipo consentirebbe di portare i binari dentro l'area dell'autoporto e gestire interamente su ferrovia lo smaltimento dei materiali di risulta del cantiere.

L'arrivo della prima gara fuga anche i dubbi sulla volontà dell'Eliseo di andare avanti?

La Francia ha più volte – compreso ieri – ribadito la volontà di procedere. Oltralpe sono già stati realizzati 9 km di gallerie per circa 800 milioni, senza altro obiettivo se non realizzare la Torino-Lione. Per quello che riguarda la tratta nazionale, che in Francia è ben più lunga di quella italiana, il Governo sta semplicemente valutando l'opportunità di procedere, così come farà l'Italia, con una costruzione per fasi.

Non c'è il rischio che la Torino-Lione si riduca, in mancanza di risorse nazionali, al solo tunnel di base?

No. Si andrà per fasi, ma sarà realizzato l'intero progetto. Sulla tratta italiana l'iter sta andando avanti e contiamo di ottenere entro fine anno il pronunciamento del ministero dell'Ambiente sul progetto preliminare.

I dubbi sollevati dalla Francia in estate avevano come obiettivo indurre la Ue a intervenire finanziariamente anche sulle tratte nazionali?

Non è un mistero, il tema è presente da sempre. Ovviamente si tratterebbe di una quota minore, intorno al 10-20 per cento.

Intanto, però, intorno all'unico cantiere propedeutico aperto in Italia continuano le azioni di protesta.

I disordini di questi mesi estivi sono stati opera di un numero limitato di soggetti, molti dei quali non della valle. Spesso si è trattato di atti di puro teppismo, mentre l'ultima marcia pacifica del Movimento ha radunato, da fonte attendibile, circa 1.500-2.000 persone. Si tratta di una soglia fisiologica di dissenso, che ha il diritto di coesistere, ma senza impedire i lavori. Sulla Torino-Lione si va avanti, senza ombra di dubbio.


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