Lavori Pubblici

Pedemontana, cantieri a rischio: la Provincia di Milano (socio di riferimento) non ricapitalizza e le banche non erogano il prestito ponte

Massimiliano Carbonaro

Si studia un "piano B": ricerca di nuovi soci e nel frattempo più anticipi da general contractor e contributo pubblico

Per Pedemontana lombarda settembre è il mese della verità: la Provincia di Milano, socio di riferimento, non riesce a fare quel raddoppio di equity chiesto dalle banche, e metterà in vendita le sue quote, ma nel frattempo le banche non erogano il credito ponte e i cantieri rischiano di fermarsi.

La ricerca di un prestito ponte da 150-200 milioni di euro, protrattasi per tutto questo 2012, non ha dato i suoi frutti per i dubbi del sistema creditizio nei confronti dell'azionariato che compone il concessionario autostradale, e in particolare sulla Provincia di Milano, che attraverso la holding Asam che raccoglie le sue partecipazioni societarie (controllata all'80,8%), controlla l'Autostrada Milano-Serravalle (52,9%) che a sua volta è il principale socio (68%) della nuova autostrada lombarda. Questo stallo finanziario sta mettendo in pericolo il proseguo dei cantieri in corso del primo lotto, che rischiano di dover chiudere tra settembre e ottobre prossimo e la partenza del secondo maxilotto. Ma si profila una via di uscita.

La situazione è talmente ingarbugliata da rendere impossibile ottenere il prestito ponte che gli avrebbe consentito di arrivare alla metà del 2013 con tranquillità. È significativo – per la differente considerazione che gode questa autostrada rispetto alle altre in costruzione in Lombardia – che nel frattempo Brebemi a fine luglio ha rinnovato il suo prestito ponte da 546 milioni di euro (stipulato in tre successive tranche nel corso di questi ultimi anni), mentre Tem ha ottenuto, pur tra molte fatiche, un prestito da 120 milioni di euro. Due le strade che potrebbero salvare la nuova autostrada da uno scioccante stop: la Provincia che molla la presa cedendo almeno il 50% delle sue quote e un piano di Cal – la concedente Regione Lombardia-Anas – che potrebbe garantire un'erogazione più rapida, meno scaglionata, del contributo pubblico da 1,244 miliardi di euro. Le risorse statali sono già a disposizione ma fino a ora hanno partecipato per il 35% di ogni singola spesa affrontata: questa percentuale si vorrebbe portare all'80% circa. Ma andiamo con ordine.

Il fabbisogno complessivo per questa opera ammonta a cinque miliardi di euro, compresi gli oneri finanziari, con un contributo statale molto consistente di 1,2 miliardi: il resto tocca all'equity, da parte dei soci, previsto al momento in 536 milioni di euro (di cui 200 milioni già versati) e poi al mercato del credito attraverso diversi interlocutori, per oltre 3,2 miliardi.

Pedemontana ha già in corso trattative con Cassa depositi e prestiti per una partecipazione al prestito da un miliardo di euro circa e poi c'è il dialogo già ben avviato con la Bei, mentre al momento è escluso il ricorso al project bond. Ma per sbloccare la partecipazione di Cdp bisogna che si risolva anche il rapporto con le banche private, che però nel corso dell'anno hanno già dettato la loro linea: vogliono che l'equity (pari al momento al 10% del costo complessivo) sia più consistente e arrivi almeno a un miliardo di euro e in prima battuta vogliono un interlocutore societario più solido e credibile rispetto alla Provincia di Milano.

L'ente locale lombardo fino a ora non ha affrontato il problema, nonostante a causa della crisi finanziaria internazionale ci fossero da tempo ampi segnali di questo sviluppo. A settembre però, sembra oramai deciso, dovrebbe partire un bando per la cessione di almeno il 50% di Asam e anche sul fronte della Milano-Serravalle è prevista una cessione di quote. Insomma in poco tempo dovrebbe cambiare il fronte societario di Pedemontana, ma rimangono i problemi intanto perché la procedura di vendita prenderà diversi mesi e non è detto che vada a buon fine (il socio entrante dovrà subito contribuire all'equity), e poi perché c'è da affrontare il problema dello stato di avanzamento della stessa autostrada.

La nuova tratta lombarda ha già in corso la realizzazione di un primo lotto con lavori partiti a inizio 2010 per 629 milioni di euro e un general contractor in azione guidato da Impregilo. Attualmente ben più di un terzo delle opere sono state completate e a questo ritmo per fine 2013 questa parte di autostrada sarebbe finita e comincerebbe a produrre pedaggio: sarà un contributo di pochi milioni di euro all'anno ma dal grande valore psicologico perché ridurrebbe il rischio costruzione davanti alle banche. Mentre per quanto riguarda il secondo e ben più consistente lotto con lavori per 1,7 miliardi di euro siamo giunti all'affidamento a un'Ati guidata dagli austriaci di Strabag lo scorso febbraio. Il mancato arrivo del prestito ponte ha portato però Pedemontana sulla soglia del baratro e nell'incapacità futura di far fronte agli impegni con le imprese costruttrici con un primo lotto che richiede nuove risorse per completare i lavori e un secondo lotto che ha come prime consistenti spese quelle relative agli espropri pari a circa 100 milioni di euro.

La concedente Cal (Regione-Anas) sta lavorando per riuscire a non bloccare i cantieri. In prima battuta ha formalizzato con Pedemontana l'accordo per cui il via ai cantieri del secondo lotto non verranno dati fin quando non ci sarà la copertura finanziaria per dar inizio ai lavori. Dopo di che c'è da sciogliere il nodo più contingente del completamento del lotto uno: cosa che Pedemontana a breve non sarà più in grado di sostenere. Il piano di Cal prevede da un lato che il general contractor prefinanzi con circa 250 milioni di euro il fabbisogno attuale: obiettivo raggiungibile in base ai contatti già avanzati nei mesi estivi. Dall'altro lato il concedente conta di agire sulla percentuale di contributo pubblico erogata ad avanzamento dei lavori. Fino a questo momento questa quota era pari al 35% ora si vorrebbe portare all'80% con il benestare del ministero dell'Economia.

Anche su questo fronte ci sono già dei segnali positivi per cui la complessa strategia messa in atto da Cal ha buone possibilità di andare in porto: ma il mese decisivo sarà questo settembre quando si dovrà formalizzare l'intero scenario incassando l'ok ufficiale del Ministero e di Impregilo. In questo modo Pedemontana dovrebbe riuscire a guadagnare il tempo necessario perché la Provincia compia il suo dovere sfilandosi dall'autostrada e venendo sostituita da un socio più affidabile e solido finanziariamente.


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