Lavori Pubblici

Napoli trova i fondi e completa l'Ospedale del Mare

Brunella Giugliano

Il cantiere è fermo dal 2010: lo stato di avanzamento ha raggiunto il 57%. Ultimazione prevista per il 2015

E' pronto a ripartire il cantiere per l'Ospedale del Mare, la megastruttura prevista nella periferia est di Napoli e destinata a diventare il fiore all'occhiello dell'edilizia ospedaliera del Sud. L'amministrazione regionale ha reperito fondi per circa 265 milioni, necessari al completamento del nosocomio e da investire in 30 mesi.
In particolare, 178 milioni sono stati stanziati dal Cipe (fondi Fas della delibera del 3 agosto 2012); 21 milioni provengono da un precedente finanziamento per l'edilizia sanitaria (residuo ex-articolo 20 legge 67/88 e articolo 71 legge 488/88); 1,7 milioni sono frutto di rinvenienze di fondi per la radioterapia (piano rientro sanità Regione Campania, delibera 96 del 10 agosto 2012); 45,5 sono a carico dell'Asl Napoli 1. Per acquistare macchinari e apparecchiature verranno, invece, utilizzati 18,5 milioni di risorse europee (rinvenieza fondi Por stanziati con decreto di giunta regionale 425 del 9 agosto 2012). L'obiettivo è di ultimare l'infrastruttura, che ha raggiunto un stato di avanzamento pari al 57%, entro il 2015. Il cronoprogramma, infatti, prevede sei mesi per l'acquisizione dei pareri preventivi relativi ad alcune varianti. Poi occorreranno due anni per il completamento dei lavori e, infine, il collaudo.

Il cantiere, in particolare, è fermo dall'ottobre 2010. Lo stop è stato deciso a seguito di una modifica alla normativa di programmazione sanitaria regionale (Delibera di giunta 54/2010 e Decreto Commissariale 49 del settembre 2010) che prevede l'adeguamento della costruenda struttura ad una nuova classificazione. L'Ospedale del Mare, infatti, non sarà più un semplice presidio ospedaliero dell'Asl Napoli 1, ma un'Azienda di rilievo nazionale da circa 500 posti letto, in cui trasferire quattro nosocomi cittadini e cioè il Loreto Mare, l'Ascalesi, il San Gennaro e gli Incurabili.
La modifica, però, ha comportato un aumento dei costi di realizzazione per 35,6 milioni, determinati da aumenti di volumetrie, apparecchiature elettrobiomedicali e nuovi arredi. Per questo motivo è stato necessario rimodulare il contratto di progect financing originario, siglato con la cordata guidata dalla Astaldi Spa (e composta da Giustino Costruzioni, Coppola Costruzioni e F&R Girardi Costruzioni), che nel 2004 si è aggiudicata l'appalto dell'Asl Napoli 1 da 210 milioni, di cui il 57% di quota pubblica e 43% privata, e che stabiliva un investimento privato di 90 milioni, la gestione per 25 anni dei servizi non sanitari e un canone annuale di 26 milioni.

Il contratto è stato più volte messo in discussione, tanto che già nel 2009 le aziende avevano richiesto la sua rescissione per inadempienze, ritardi dei pagamenti e varianti sopraggiunte per opere già realizzate. Il valore della struttura, inoltre, nel corso degli ultimi anni, aveva subito numerosi ritocchi verso l'alto. Si era passati, infatti, dai 210 milioni iniziali ai 286,4, determinati da adeguamenti alla nuova specificazione dei posti letto stabilita dal Piano di rientro per il deficit sanitario regionale (Decreto Commissariale 49 del settembre 2010), dall'aggiornamento dei prezzi e delle spese accessorie (Iva inclusa). Dopo mesi di trattative, poi, a luglio 2011 la cordata guidata dalla Astaldi Spa e Ciro Verdoliva, nominato nel maggio 2009 commissario ad acta per accelerare i lavori, hanno raggiunto un accordo transattivo che prevede che il privato provveda al completamento dei lavori con soli fondi pubblici, rinunciando alla gestione dei servizi non sanitari. Al concessionario, inoltre, è riconosciuto un risarcimento di 45,5 milioni. Ma per ratificare l'accordo è stato necessario attendere la riprogrammazione delle risorse economiche, avvenuta soltanto pochi giorni fa.
Fin'ora, per la realizzazione dell'ospedale sono stati spesi 75 milioni a valere sui soli contributi pubblici (fondi ex -articolo 20 legge 67/88 e articolo 71 legge 448/98). Non nasconde la sua soddisfazione il commissario Verdoliva: "E' stato un lavoro di squadra - spiega - che ho condiviso con gli uffici regionali e lo staff del Presidente Caldoro e che ci ha permesso di recuperare un procedimento che sembrava arenato e dare alla città di Napoli la certezza di ricevere un'opera straordinaria che permetterà di migliorare il servizio sanitario regionale, centrando gli obiettivi programmati. E' certamente un risultato, ma è solo il primo. Ora si riparte per completare l'opera ed è necessario, ancora una volta, lavorare in sinergia: tutti gli attori dovranno essere protagonisti con impegno e lealtà negli impegni presi".


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