Lavori Pubblici

Ciaccia: «Più coraggio sugli sconti fiscali al Pf: esenzione Iva per le nuove iniziative». La normativa vigente e le proposte mai approvate

Alessandro Arona

Il vice-Ministro rilancia con forza la proposta di defiscalizzare gli interventi in project financing non solo in alternativa al contributo pubblico a fondo perduto, ma anche come forma autonoma di incentivo

Il vice-Ministro alle Infrastrutture Mario Ciaccia, intervenendo a Rimini al Meeting di Comunione e Liberazione, rilancia con forza la proposta pro-crescita di defiscalizzare gli interventi in project financing non solo in alternativa al contributo pubblico a fondo perduto - come previsto dall'articolo 18 delle legge 183/2011 e più volte ampliato dal Governo Monti, da ultimo con l'articolo 2 del Dl Sviluppo (83/2012) - ma anche come forma autonoma di incentivo per interventi in project financing per i quali non è prevista l'erogazione di contributi pubblici diretti.
Questa seconda forma di incentivo fiscale al Pf era stata proposta dal Ministero delle Infrastrutture nel maggio scorso nella fase di elaborazione del Dl Sviluppo, inserita in forma parziale nel testo del decreto legge uscito dal Consiglio dei ministri a metà giugno, ma poi eliminata nelle versione finale andata in Gazzetta per il "veto" del Ministero dell'Economia. I tecnici di via XX Settembre, infatti, seguendo una linea coerente da anni, ritengono che qualsiasi forma di riduzione, agevolazione o sconto fiscale debba trovare copertura finanziaria, e che tali misure generali di "sconto fiscale" riferite a tuttii project financing siano troppo gravide di rischi di minori entrate per poter essere approvate.
D'altra parte neppure la defiscalizzazione "in alternativa al contributo pubblico" (articolo 18 legge 183/2011 modificato) è ancora operativa, perché necessita di un decreto attuativo del Ministero dell'Economia, mai emanato. Certamente il motivo è legato alle continue modifiche a cui il Governo Monti ha più volte sottoposto l'articolo 18 della legge 183/2011 (tre volte, con i Dl Salva-Italia, Cresci-Italia e Sviluppo), ma resta comunque da definire se tali sconti (Ires, Irap e Iva) si applichino solo in alternativa a finanziamenti già stanziati per il contributo a fondo perduto, o anche in casi in cui tale contributo è previsto nei piani finanziari ma non ancora stanziato. E poi: parliamo solo di contributo pubblico statale, o anche dei numerosissimi casi in cui stanziare il contributo pubblico spetta a Regioni, Province, Comuni? Né si è infine mai definita l'entità di tali sconti fiscali. È chiaro che queste scelte potrebbero ampliare o ridurre moltissimo il raggio d'azione dell'articolo 18.

Ma in ogni caso il vice-Ministro Mario Ciaccia chiede di fare molto di più. L'unica strada percorribile per sostenere l'investimento dei privati nelle infrastrutture - spiega Ciaccia - vista anche la difficoltà a finanziarsi con le banche, «è quella delle agevolazioni fiscali». Il Governo Monti ha introdotto le agevolazioni fiscali ai project bond e ha esteso le defiscalizzazioni dell'articolo 18 - ha rcordato Ciaccia - «ma ora occorrono altre misure». «Ritengo che occorra assumere decisioni ancora più coraggiose e partire finalmente dal corretto principio che la fiscalità generata da nuove infrastrutture, cioè da opere che non partirebbero se non ci fossero le agevolazioni, è completamente addizionale e che quindi non può determinare riduzione di entrate per l'erario».
«Dobbiamo smetterla - aggiunge Ciaccia, chiaramente pensando ai rilievi dei tecnici dell'Economia - di cercare copertura di minori entrate che sono scritte soltanto nelle nuvole e convincerci che possiamo realizzare nuove infrastrutture rinunciando all'IVA che non c'è. Dobbiamo invece capire che l'indotto creato dalla infrastruttura così realizzata può essere tale da generare entrate di gran lunga superiori all'agevolazione concessa che, ripeto, è senza effettivi oneri per lo stato e per i cittadini».

La proposta è stata subito raccolta con entusiasmo dal presidente dell'Ance, Paolo Buzzetti: «Si tratta di un'ottima soluzione per liberare risorse a favore di interventi che servono al Paese». «Troppo spesso – continua il presidente dei costruttori - progetti utili al territorio rimangono sulla carta per la scarsità di fondi pubblici. Giusto, quindi, in questo momento di crisi così dura, pensare a una defiscalizzazione per facilitare l'apertura dei cantieri».

Vediamo ora le tre forme di defiscalizazione al project financing, esistenti e allo studio.

ARTICOLO 18 LEGGE 183/2011 (in vigore, da attuare con Dm Economia)

«Al fine di favorire la realizzazione di nuove infrastrutture - si legge nella norma, come modificata dal Dl Sviluppo - previste in piani o programmi di amministrazioni pubbliche, da realizzare con contratti di partenariato pubblico privato di cui all'articolo 3, comma 15-ter, del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, riducendo ovvero azzerando il contributo pubblico a fondo perduto, in modo da assicurare la sostenibilita' economica dell'operazione di partenariato pubblico privato tenuto conto delle condizioni di mercato, possono essere previste, per le societa' di
progetto .... nonché, a seconda delle diverse tipologie di contratto, per il soggetto interessato, le seguenti misure». E cioè la defiscalizzazione dell'imposta sul Reddito delle Società (IRES), l'Imposta Regionale sulle Attività Produttive (IRAP) e l'Imposta sul Valore Aggiunto (IVA). È inoltre prevista la possibilità per le società concessionarie autostradali di ottenere un contributo in conto esercizio in misura corrispondente all'ammontare del canone annuo dovuto al concedente.
È possibile l'utilizzo anche congiunto delle tre misure di incentivazione (esenzione IRES e IRAP; compensazione IVA-contributo pubblico; riduzione del canone di concessione), purché l'entità del contributo e delle defiscalizzazioni non superi, complessivamente, il 50% del costo dell'investimento (costo dei lavori), in coerenza con la disciplina comunitaria e nazionale in materia.
La prima versione dell'articolo 18, scritta dall'allora MInistro GiulioTremonti, riguardava solo «nuove infrastrutture autostradali con il sistema della finanza di progetto, le cui procedure sono state avviate, ai sensi della normativa vigente, e non ancora definite alla data di entrata in vigore della presente legge», dunque un gruppo di opere limitato e ben individuabile. Il testo attuale, Governo Monti, riguarda invece tutte le infrastrutture in project financing, senza limiti di Pa appaltante, dimensione, categoria di opera. Dunque, come si diceva, molto spetterà al Dm attuativo dell'Economia definire il raggio d'azione della misura.

RIMBORSO DI UN TERZO DELLE NUOVE ENTRATE FISCALI ACCERTATE (non in vigore)

Era una delle due proposte dell'Economia per il Dl Sviluppo, approvata dal Consiglio dei Ministri ma poi eliminata su indicazione dell'Economia nella versione finale inviata al Capo dello Stato.
Si prevedeva in sostanza il rimborso ex post, dopo averle pagate e previo accertamento dell'Agenzia delle Entrate, di un terzo delle nuove entrate fiscali generate nella costruzione e gestione di infrastrutture in project financing.
Questo il testo: «Per la realizzazione di nuove infrastrutture, previste in piani o programmi di am-ministrazioni pubbliche, da realizzare con contratti di partenariato pubblico privato di cui all'articolo 3, comma, 15-ter del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, e per le quali non siano previsti contributi pubblici a fondo perduto, è riconosciuto, per un periodo non superiore ai 15 anni, in favore della società di progetto appositamente costituita o, a seconda delle diverse tipologie di contratto, del soggetto interessato un rimborso pari ad un terzo delle nuove entrate fiscali generate direttamente, in ciascun esercizio finanziario, dalla realizzazione e gestione della infrastruttura. Sulla base della documentazione presentata dal beneficiario, l'ammontare del rimborso è accertato dall'Agenzia delle Entrate. Il beneficiario ha diritto di portare il rimborso a compensazione dell'imposte dovute. Con uno o più decreti del Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, da emanarsi entro il 30 ottobre 2012, sono stabiliti termini e condizioni di attuazione delle previsioni di cui al presente comma».

ESENZIONE DELL'IVA DOVUTA NELLA FASE DI COSTRUZIONE (non in vigore)

Questa ulteriore proposta delle nfrastrutture non è mai neppure arrivata sul tavolo del Consiglio dei Ministri. Prevedeva l'esenzione totale dell'Iva dovuta nella sola fase di costruzione, per le opere in partenariato publico privato, ma solo di importo superiore ai 500 milioni di euro.
Questa la bozza di maggio: «... per la realizzazione di nuove opere di importo superiore ai 500 milioni di euro, da realizzare con contratti di partenariato pubblico privato di cui all'articolo 3, comma 15-ter, del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, durante il periodo di realizzazione è riconosciuta in favore della società di progetto appositamente costituita o, a seconda delle diverse tipologie di contratto, del soggetto interessato, una detrazione pari all'IVA corrisposta per la realizzazione dell'opera. La società di progetto, ovvero il soggetto interessato, per le nuove opere di cui al presente comma, qualora sia previsto un contributo pubblico a fondo perduto, può optare per i benefici di cui al precedente periodo, assorbendo, in misura corrispondente, l'eventuale contributo pubblico a fondo perduto. Con uno o più decreti del Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, sono stabiliti termini e condizioni di attuazione delle previsioni di cui al presente comma. Le detrazioni spettanti ai sensi del presente comma sono ripartite in dieci quote annuali di pari importo...».

LA NUOVA PROPOSTA CIACCIA

I dettagli non sono stati resi noti, ma da quanto detto al Meeting di Rimini sembra che Ciaccia proponga una sorta di mix tra le due norme avanzate dal suo dicastero a maggio, e non approvate. E cioè un'esenzione Iva, come nella proposta 2, ma per tutte le opere in project financing (a prescindere dall'importo) e non solo per la fase di costruzione, ma anche per quella di gestione. Non si fa invece più alcun riferimento a sconti fiscali su altre imposte (Ires e Irap).


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