Lavori Pubblici

Schiavella (Fillea-Cgil): «Il Dl Sviluppo non basta, è crisi nera. Servono più investimenti e più legalità»

«Per settembre tutte le previsioni parlano di un andamento dell'edilizia e delle costruzioni
in linea con quello di luglio e dei mesi scorsi. Per l'autunno non vediamo all'orizzonte segnali di ripresa. E ormai dall'inizio della crisi si sono persi 400mila posti di lavoro, 500mila considerando
anche l'indotto, ed è andata in fumo anche il 25% del valore della produzione dell'intera filiera. Ma senza investimenti non ripartira' nulla».
È drammatico il bilancio che Walter Schiavella, segretario generale della Fillea Cgil, in un'intervista a Labitalia, traccia sull'andamento delle costruzioni e dell'edilizia.
Per Schiavella ci sono tutti i presupposti per un autunno 'caldo' per un settore che dovrebbe trainare la ripresa dopo la crisi.
«Non ci sono segnali di novità per il settore né dal punto di vista del credito, né degli investimenti pubblici -ribadisce Schiavella- tutte le nostre perplessità le avevamo ribadite in occasione del
presidio del 17 luglio davanti al ministero dello Sviluppo Economico. Nel decreto sviluppo -aggiunge- ci sono delle azioni che avevamo richiesto ma niente che possa rappresentare una svolta".

Svolta che, secondo Schiavella, potrebbe arrivare «solo se riparte la macchina degli investimenti pubblici. Il blocco della spesa sta strangolando il settore. Si deve riprendere a investire -sottolinea - puntando su edilizia sostenibile, risparmio energetico, riqualificazione urbana, messa in sicurezza del territorio».
Certamente fin dalla ripresa delle attività a settembre l'azione del sindacato continuera' nella richiesta di interventi. «Dal nostro punto di vista -sottolinea Schiavella- continueremo la nostra
mobilitazione per chiedere degli interventi che possano dare ossigeno al settore. E la vicenda dell'llva ha messo in evidenza che nel nostro Paese serve una riconversione produttiva, che e' fondamentale per il nostro settore».

Un comparto, quello dell'edilizia e delle costruzioni, che, secondo Schiavella, deve 'rompere' gli spazi di illegalità: «Vanno messe in campo -spiega il leader della Fillea- le misure che servono per la qualita' e la legalita' delle imprese. Abbiamo apprezzato le parole di Monti su evasione, sommerso e lavoro nero, ma adesso ci aspettiamo anche degli strumenti concreti, che per
il nostro comparto sono strategici».
Strumenti che sarebbero gia' pronti, ma che ancora, «inspiegabilmente» secondo la Fillea, non vengono messi in campo.
«Sono a costo zero per le casse dello Stato - spiega Schiavella - e anzi creano gettito. Si tratta dell'attuazione per legge del Durc per congruità nei lavori privati e della legge per la qualificazione d'impresa. Sono due provvedimenti che hanno gia' avuto il via libera
delle parti sociali e che attendono solo una base legislativa».

L'importante, secondo Schiavella, è di non puntare a a tornare ai livelli pre-crisi: «Le due chiavi per ripartire secondo noi sono investimenti e regolarità -spiega- ma si deve capire che non si tornera' mai ai livelli pre-crisi, che sono stati il frutto di un sistema drogato, viziato dalla speculazione e dalla bolla immobiliare. Si e' costruito molto e male. L'unico modo
per uscire dalla crisi e' attraverso un'edilizia migliore. Si deve capire -conclude- che la crisi ha segnato un punto di svolta: o si capisce che per tornare allo sviluppo si deve seguire una strada
diversa o la ripresa e' molto lontana».


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