Lavori Pubblici

Primi possibili test sulle reti di Snam e Ital Gas Storage e la nuova Tangenziale di Milano

Giorgio Santilli

Al via l'ultimo tassello regolamentare dello strumento per finanziare le grandi opere introdotto nel Dl Salva Italia". L'orgoglio di Mario Ciaccia: «In Europa se parla ancora, noi lo abbiamo fatto».

Decolla il project bond all'italiana. È stato firmato il regolamento Grilli-Ciaccia che individua i soggetti autorizzati a prestare le garanzie sui titoli rilanciati dal decreto sviluppo. Era l'ultimo atto necessario per partire dopo la conversione del decreto sviluppo. Le garanzie sono necessarie per rafforzare l'attrattività di questi titoli obbligazionari che presentano profili particolari di rischio in quanto destinati al finanziamento non di un'azienda (corporate bond), ma unicamente di un progetto dotato di una sua autonomia finanziaria, infrastrutturale o energetico che sia.

Non ci sono sorprese o modifiche sostanziali nel testo firmato rispetto alla bozza di decreto anticipata il 2 agosto scorso (leggi l'articolo su questo link ). Il testo (scaricabile a questo link ) non fuga neanche le perplessità di osservatori ed esperti riguardo a un'estensione dell'ambito di applicazione (soprattutto temporale) della garanzia rispetto alla previsione legislativa che, al terzo comma dell'articolo 157 del codice appalti, ne limita la durata «sino all'avvio della gestione dell'infrastruttura da parte del concessionario».

Viene invece soppresso l'articolo 5 che voleva offrire un pleonastico ombrello protettivo all'intervento in questo campo di Cdp e Sace, escludendo esplicitamente che le garanzie fornite da soggetti esterni alla Pa possa essere considerata aiuto di Stato. Le garanzie dirette e le controgaranzie fornite in connessione a una emissione di project bond – qui siamo all'articolo 4 sulle «modalità operative» – dovranno essere «esplicite, irrevocabili, incondizionate e stipulate in forma scritta».

Proprio Cassa depositi e prestiti (con anche la Sace al proprio interno) sarà tra i protagonisti del nuovo mercato delle garanzie, come su tutti gli altri fronti del finanziamento su cui, del resto, è
impegnata: al punto che sembra logico chiedersi se Cdp riuscirà effettivamente a sostenere tutte queste parti in commedia, tra partecipazioni all'equity, assistenza e strutturazione dei project financing a vario titolo, prestiti-ponte e prestiti a scadenze lunghe, ora anche i bond da tutti i lati, emissioni, investimento, garanzie.

Il viceministro alle Infrastrutture, Mario Ciaccia, padre del project bond all'italiana, è convinto che sia possibile fare del nostro Paese un apripista europeo di questo strumento in una fase in cui il ruolo dei capitali privati diventa centrale nel finanziamento delle infrastrutture. Non a caso, con una certa punta di orgoglio, ieri ha sottolineato che «mentre a Bruxelles ancora si studia come fare i project bond, a Roma abbiamo reso possibile la loro strutturazione».

Poi ne ha spiegato la funzione. «I project bond – ha detto Ciaccia – sono uno strumento per investire in modo certo e profittevole nel nostro Paese. Otto mesi fa quasi nessuno sapeva cosa fossero. Li abbiamo introdotti con il Salva Italia, li abbiamo equiparati ai titoli di Stato dal punto di vista fiscale con il decreto sviluppo, ora li abbiamo resi pienamente operativi, individuando i criteri che devono presiedere a un trasparente sistema di garanzie». La rapidità di questa azione costituisce «un messaggio importante all'Europa e all'estero: l'Italia c'è ed è determinata a crescere. Gli investitori nazionali, esteri, fondi sovrani, possono cogliere nel nostro Paese un'opportunità importante». Ciaccia spiega poi che «le società emittenti potranno disporre anche di un rating molto alto e, unitamente a vantaggi fiscali, essere una forte calamita per attirare investimenti su infrastrutture».

In Europa un mercato maturo per il project bond non esiste ancora (leggi articolo a questo link ) e la punta più avanzata si trova a Londra dove le operazioni di rifinanziamento di concessionari già attivi prevalgono su quelle relative a nuovi interventi. In Germania poche operazioni, tutte promosse dalla Cassa depositi e prestiti tedesca, la KfW, mentre in Francia in passato furono fatti alcuni tentativi, come Stade de France (1998) e autostrada A28 (2002), ma senza poi ulteriori seguiti. Peraltro in Francia, come successo in Italia, il Parlamento sta valutando l'introduzione di una disciplina di favore per i project bond. Anche l'Unione europea sta studiando, insieme alla Bei, una disciplina – soprattutto in termini di garanzie – che consenta un uso più esteso di questo strumento nel finanziamento delle infrastrutture.

In Italia l'attenzione per il nuovo strumento si è subito accesa: tra i primi a muoversi per l'emissione di un bond la Tangenziale esterna milanese (Tem) e un progetto di stoccaggio gas della società privata Ital Gas Storage, mentre la possibilità di uso del nuovo strumento la sta vagliando anche Terna.


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