Lavori Pubblici

Cipe 3 agosto, assegnati gli ultimi 4 miliardi della riprogrammazione Fas

Alessandro Arona

Via libera a metà, invece, per le autostrade Tirrenica e Roma-Latina in project financing

È un via libera a metà (o forse anche meno) quello dato dal Cipe il 3 agosto all'autostrada Livorno-Civitavecchia in project financing, opera da due miliardi di euro che da più di quarant'anni è una delle grandi incompiute d'Italia (la concessione alla Sat è del 1969!). Passo avanti più deciso, invece, sull'autostrada Roma-Latina (due miliardi di euro circa la parte sbloccabile a breve) e via libera all'ultima tranche di riprogrammazione del fondo ex Fas, con assegnazione alle Regioni del Sud di risorse per 4 miiardi di euro, ferme da anni.


AUTOSTRADA TIRRENICA
La seduta del 3 agosto ha in sostanza sbloccato il progetto "low cost" dell'autostrada, che ha abbassato il budget totale per i 206 km dell'autostrada dai 3,7 miliardi di euro del progetto 2010 ai due miliardi di euro di oggi, derivanti in gran parte dalla quasi totale eliminazione delle tratte in variante rispetto all'attuale Aurelia. Il Cipe ha approvato in particolare i lotti 2 e 3 (San Pietro in Palizzi-Scarlino Grosseto Sud) e 5A e 6B (Ansedonia-Pescia Romana-Tarquinia).
Tuttavia il Comitato interministeriale non ha potuto accogliere la richiesta avanzata dalla Regione Toscana di esentare i residenti dal pagamento del pedaggio, perché l'equilibrio finanziario dell'investimento privato (già precario) sarebbe completamente saltato. Il Cipe ha però rimesso ai Ministeri competenti (Infrastrutture ed Economia) il compito di trovare forme alternative di copertura all'esenzione per i residenti, inserendo nel frattempo nella delibera, su proposta della Regione, il divieto di realizzare i lotti 2 e 3 dell'autostrada, approvati ieri, finché non partiranno i lavori sui lotti 4 e 5B, i cui progetti definitivi saranno inviati al Cipe solo nei prossimi mesi.
Alla fine, dunque: nodo pedaggi non risolto e approvazione di due progetti che però non possono essere realizzati finché non si approvano i successivi e non si risolve il nodo pedaggi. Un groviglio bizantino che conferma (nel bene e nel male) il decisivo potere che le Regioni mantengono sulle infrastrutture strategiche.


ROMA-LATINA
Un via libera più "rotondo", da parte del Cipe, è andato all'autostrada Roma-Latina, sempre in project financing (costo totale 2,7 miliardi di euro), con l'approvazione del progetto definitivo mancante, la tratta A12-Tor de' Cenci (590 milioni). Ma anche in questo caso manca un tassello: il Comitato ha dovuto infatti confermare che la gara di project financing in corso (avviata nel dicembre 2011) non può andare avanti, con le lettere-invito alle imprese prequalificate, finché non si chiude il contenzioso avviato da anni dai vecchi concessionari dell'autostrada. Bisognerà dunque aspettare la sentenza del Consiglio di Stato, prevista per settembre-ottobre.
Inoltre il Cipe ha preso atto che per il momento le risorse pubbliche disponibili restano i 468 milioni stanziati nel lontano 2004, e mancano dunque sempre 502 milioni per far quadrare l'intero piano finanziario; e ha sostanzialmente dato l'ok a un piano finanziario-stralcio che prevede per ora la realizzazione della sola tratta principale A12-Roma-Latina: 1.839 milioni di euro al netto di un previsto ribasso d'asta del 15%, accantonando per ora la bretella Cisterna-Valmontone (586 con il ribasso).

FONDO COESIONE
Più definite – ma non senza polemiche successive – le delibere proposte dal Ministro della Coesione territoriale, Fabrizio Barca, che completano la riprogrammazione dei Fondi Sviluppo e coesione (ex Fas) e assegnano alle Regioni del Sud 4 miliardi complessivi. Nella somma, però, ci sono che 343 milioni per la copertura dei debiti sanitari della Regione Sicilia: da qui le polemiche. «È una sassata alla nuca alle altre Regioni italiane - ha detto il presidente della Lombardia, Roberto Formigoni - è un invito a sperperare: chi fa buchi trova sempre mamma Stato che glieli copre».
Si chiude con le delibere del 3 agosto la complessa fase di riprogrammazione delle risorse ex Fas 2000-2006 (residui non spesi) e 2007-2013 (non programmati). Un'operazione partita con il precedente Governo nell'agosto 2011, e proseguita dal Ministro Barca dal novembre scorso (si veda «Il Soel 24 Ore» di giovesì scorso), sbloccando così risorse ferme da anni per 21,175 miliardi di euro.
Il Cipe ha programmato gli ultimi 4,1 miliardi, così articolati. «Manutezione straordinaria del territorio 880,4 milioni di euro, di cui 463 mln per bonifiche, rifiuti e sistemi idrici, 63 per la difesa del suolo, 532 milioni per "programmi di forestazione" (di cui ben 442 mln alla sola Sicilia, un altro dato da approfondire). Agli 880 milioni la Puglia, revocando un'assegnazione fatta con la delibera Cipe 62/2011 allo schema idrico del Sinni, ha aggiunto 180 milioni che andranno in gran parte per l'attuazione dell'accordo sull'Ilva di Taranto (si veda altro servizio).
Poi 942 milioni per "promozione d'impresa", voce su cui ha scelto di mettere risorse in particolare la Puglia (553 mln),per sostegni alle Pmi, contratti di programma, aree di insediamento produttive. Altri 717 milioni alla Sanità, in gran parte per interventi infrastrutturali (la Campania ad esempio utilizzerà 178 milioni per sbloccare il grande cantiere dell'Ospedale del Mare di Napoli). Alla "riqualificazione urbana" andranno 400 milioni, al sostegno di scuole e università 191 milioni, ad "altre infrastrutture" 485 mln, poi altre voci minori per 36 milioni e infine i 343 milioni per coprire i debiti sanitari siciliani.


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