Lavori Pubblici

Risorse statali con il contagocce, il Mose slitta di due anni

Franco Tanel

La delibera del 6 dicembre trasferirà i 600 milioni in 5 anni, il Consorzio privato ufficializza: «Così arriviamo al 2016, anziché 2014». Altra novità: la tranche di dicembre non basta, servono altri 600 milioni

Il completamento del Mose slitta al 2016 – era fissato nel 2014 - a causa dell'ennesima dilazione nell'erogazione dei finanziamenti statali. E' emerso infatti che i 600 milioni di euro stanziati dalla delibera Cipe n.87 del 6 dicembre 2011 e pubblicata in Gazzetta il 30 aprile di quest'anno, non saranno erogati in una unica tranche, ma saranno centellinati anno dopo anno. Quest'anno 200 milioni, 100 ogni anno dal 2013 al 2016 compreso.

Intendiamoci, non è che al Consorzio Venezia Nuova si aspettassero di vedere i 600 milioni nel 2012, dato che il ritardo medio nella erogazione effettiva dei finanziamenti, dopo la pubblicazione in Gazzetta è di quasi due anni, ma evidentemente questo ennesimo slittamento è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Il Consorzio, che in questi anni ha portato avanti i lavori chiedendo "prestiti ponte" (eufemismo lessicale per indicare mutui onerosi) alle banche, che ovviamente si fidavano dei "pagherò" dello stato, ha deciso di chiedere al Magistrato alle Acque di ufficializzare lo spostamento in avanti della fine dei lavori di due anni. Gli ultimi 100 milioni di questa tranche, infatti, se la situazione non cambia (se cioè si confermerà un ritardo medio di due anni tra la data prevista per il trasferimento dei fondi e la loro erogazione effettiva), rischiano di arrivare non nel 2016, ma addirittura nel 2018.

E non è tutto: per finanziare il 100% dell'opera, il cui costo, aggiornato è 5.493 milioni di euro, mancano, ulteriori 600 milioni di euro, che devono ancora essere deliberati dal Cipe.

Tutti i protagonisti di questa vicenda evitano le polemiche, ma è evidente che ancora una volta alle promesse non seguono fatti concreti. Solo il 9 luglio scorso il ministro Passera, a Venezia in occasione di un convegno Ance sulle infrastrutture, aveva sorvolato in elicottero i cantieri del Mose e affermato che all'opera non è mai mancato l'appoggio finanziario del Governo, aggiungendo che è un'opera enorme della quale spesso ci si dimentica. Non sappiamo a cosa si riferisse il ministro, certo è che una volta deliberate le tranche di finanziamento il Governo sembra proprio "dimenticarsi" della loro erogazione. Così le promesse sono mantenute, ma i soldi, quelli che servono per davvero a realizzare le opere continuano a mancare.

Intanto il Magistrato alle Acque, Ciriaco D'Alessio getta acqua sul fuoco e spiega come la decisione di far slittare il cronoprogramma non escluda la possibilità di riaccelerare i lavori se si potrà ricorrere, nonostante tutto, ad un ulteriore finanziamento ponte. Il Consorzio Venezia Nuova precisa che non ha ancora riprogrammato i lavori: in ogni caso entro il 2013 sarà completata la barriera nel canale di Treporti. L'impegno quindi si concentrerà su questa parte del sistema in modo da poter posare, come previsto le prime barriere mobili nel 2013 e testarne il funzionamento, come dicono i tecnici, "in bianco". Prosegue infatti in queste settimane la posa dei giganteschi cassoni prefabbricati in calcestruzzo che vengono affondati nel canale e ai quali saranno incernierate le paratoie mobili vere e proprie. A seguire si poserà la fila delle paratoie nel canale di San Nicolò in modo da completare il sistema di barriere della bocca di porto di Lido. I lavori delle altre due, quella di Malamocco e quella di Chioggia, dovrebbero proseguire in contemporanea, ma sono quelle che potrebbero subire i rallentamenti maggiori in caso venissero a mancare i finanziamenti. Ad oggi il Mose è al 75% dell'avanzamento lavori. Nei cantieri sono impiegate direttamente circa 1000 persone ma si calcola che con l'indotto, l'opera coinvolga in tutto oltre 3000 lavoratori.


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