Lavori Pubblici

Pmi senza il sostegno delle banche

Giuseppe Latour

L'osservatorio sul credito: nel 16% dei casi gli imprenditori non sono stati in grado di pagare

Male il credito delle piccole aziende delle costruzioni. Malissimo quello delle imprese artigiane, che viaggia ormai parecchio sotto i livelli del 2007. Dice questo l'Osservatorio sul credito alle Pmi, presentato il 25 luglio a Roma da Rete imprese Italia e Artigiancassa, elaborando indagini campionarie, dati propri e numeri di Bankitalia, Abi, Infocamere e Istat. Un atto d'accusa pesante contro l'attuale situazione del mercato del credito che denuncia come le banche stiano perdendo la loro funzione di assistenza verso le imprese meno strutturate.

L'indagine parte dal fabbisogno finanziario delle piccole e medie imprese. Secondo le rilevazioni, negli ultimi tre mesi solo il 21% delle aziende attive nel settore delle costruzioni è riuscito a rispettare i propri impegni nei pagamenti senza problemi. Nel 16% dei casi, invece, gli imprenditori non sono stati in grado di pagare e hanno accumulato ritardi. E nel 63% delle occasioni, infine, hanno rispettato gli impegni, seppure con qualche difficoltà. Il 16,5% delle Pmi delle costruzioni, poi, è convinto che nei prossimi tre mesi la propria capacità di far fronte agli impegni economici andrà progressivamente a peggiorare.
Alle imprese non arriva il necessario sostegno dalle banche. Tra le aziende di costruzioni, infatti, nessuna ritiene che la situazione delle condizioni di finanziamento sia migliorata nell'ultimo periodo, ma poco meno di un'azienda su due pensa che sia peggiorata. Stesso discorso per i servizi bancari collegati al finanziamento: il 45% delle società edili è convinto che si stiano livellando verso il basso.

E la fotografia scattata dal rapporto nel capitolo sul credito conferma queste impressioni. Alla fine di marzo 2012 in Italia risultavano attivi fidi per le costruzioni verso le piccole imprese pari a 27 miliardi di euro. Le quote più consistenti, in relazione ai volumi delle rispettive economie riguardavano Lombardia (5,4 miliardi), Veneto (3,3 miliardi), Emilia Romagna (2,7 miliardi) e Toscana (2 miliardi). Assai indietro le grandi regioni del centro e del sud: nel Lazio erano attivi fidi per appena 1,2 miliardi mentre in Puglia si sforava di poco quota un miliardo.
Complessivamente i finanziamenti alle costruzioni assorbivano il 14% del mercato dei fidi e rispecchiavano la dinamica generale osservata anche per gli altri settori, con un buon incremento nel 2010, un rallentamento nel 2011 e un calo forte nella prima parte del 2012. Adesso, secondo i numeri della ricerca stiamo tornando rapidamente indietro ai livelli del 2007.

Parecchio più consistente è il calo delle imprese artigiane impegnate negli impianti e nelle costruzioni. Per queste in Italia a marzo 2012 erano attivi 16,2 miliardi di fidi, anche in questo caso molto concentrati al nord: 3,5 in Lombardia, 1,9 in Veneto, 1,8 in Emilia Romagna, 1,5 in Piemonte. Nel Lazio, invece, si trovava appena mezzo miliardo di euro di fidi attivi.
Questi numeri, qualche anno fa, erano consistentemente più alti. Secondo i dati della ricerca, infatti, il credito verso le imprese artigiane tra la fine del 2007 e l'inizio del 2012 è calato di ben dieci punti. In sostanza, adesso siamo grossomodo ai livelli del 2009, quando i fidi verso le imprese meno strutturate avevano subito un pesante tracollo a causa della crisi dei mutui subprime.


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