Lavori Pubblici

Milano lancia lo sprint per l'Expo 2015

Massimiliano Carbonaro

Entro l'anno pubblicate le gare per l'area espositiva. Per rendere navigabili 120 km di canali previste opere per 176 milioni

A un migliaio di giorni dall'apertura di Expo 2015, l'organizzazione è entrata nel turbine delle gare di lavori per la sua riuscita. Dopo l'assegnazione dei primi due importanti appalti – rispettivamente per la sistemazione delle interferenze (da 97 milioni) e per la realizzazione della piastra (da 272 milioni, clicca qui per i dettagli ) – prenderà il via in pochi mesi un pacchetto di nuove procedure per almeno 133 milioni (dati più precisi non è stato possibile ottenerli per scarsa trasparenza della società organizzatrice).

Tempi stretti, così Expo 2015 entra in una fase industriale caldissima: adesso in gioco ci sono le prime strutture che emergeranno dalla Piastra. Soprattutto gli sguardi sono rivolti al Media Centre e all'Expo Centre, edifici che catalizzeranno l'attenzione di moltissimi visitatori e partecipanti alla manifestazione. Da non sottovalutare anche la gara per la realizzazione delle architetture di servizio perché si tratta di una serie di piccoli e piccolissimi interventi ma disseminati lungo tutta la superficie dell'area espositiva. In comune tutti e tre i bandi di gara hanno la pubblicazione che è fissata nell'ultimo trimestre di questo anno per vedere l'avvio dei lavori nella seconda metà del 2013. La durata degli interventi invece varia.

Per l'Expo Centre si calcolano circa 16 mesi mentre per il Media Centre circa 13 mesi. Si tratta di due edifici destinati a rimanere in eredità dopo la manifestazione e in entrambi i casi sono costruzioni complesse pensate per ospitare eventi, uffici e che necessariamente devono avere un layout interno flessibile. Diverso il discorso per le strutture di servizio che verranno realizzate con il procedere dei lavori sull'intero sito Expo e che alla fine della kermesse verranno smontati e riutilizzati. Sono strutture in legno e vetro, a basso consumo energetico, destinate all'accoglienza per i visitatori: dal bar, ai negozi, ai servizi igienici fino agli sportelli bancomat.

Darà una mano allo snellimento dei tempi l'emendamento approvato nei giorni scorsi per il decreto sviluppo che dovrebbe velocizzare le procedure. In pratica il parere del Consiglio superiore dei lavori pubblici andrà espresso entro "30 giorni non prorogabili" e per le opere che necessitano del parere dei Comitati tecnici amministrativi, "il termine è fissato entro 30 giorni non prorogabili".
Una mossa che dovrebbe tradursi in un grande vantaggio in un momento come questo dove l'elemento più delicato è quello delle scadenze. Tanto che la Fillea Cgil ha lanciato un allarme in cui la partenza dei lavori sarebbe in ritardo e questo rischierebbe di tradursi in una riduzione delle tutele per gli operai impegnati nei cantieri. «A poco più di mille giorni dall'apertura di Expo – ha dichiarato Walter Schiavella segretario Fillea – sono 90 gli operai al lavoro nel cantiere di Rho-Pero ma secondo il cronoprogramma avrebbero già dovuto essere oltre 600 e questo dato indica quanto siamo indietro». Ma in merito a queste preoccupazioni lo stesso Expo ha precisato che al momento i lavoratori impegnati sul sito rispettano pienamente le previsioni (90 operai e 20 impiegati). Mentre secondo il programma che scandisce le attività di preparazione alla location della manifestazione internazionale solo dal primo trimestre del 2013 i cantieri lavoreranno a pieno regime raggiungendo le 600 persone impegnate.

Vie d'acqua
Sarà una delle eredità più concrete dell'Expo 2015. Le Vie d'acqua con cui verrà collegato il sito espositivo con la città di Milano non identificano più il nuovo canale leonardesco come ipotizzato in principio, ma nella versione definitiva rappresentano la sistemazione di una parte del reticolo idrico che circonda il capoluogo lombardo dando vita all'ossatura di un vero sistema navigabile. Si tratta di un intervento complessivo da 176 milioni con le prime gare attese subito dopo l'estate.
Creare un'offerta turistica con un complesso di sponde accompagnato da un percorso ciclo pedonale, rimettere mano ai canali già presenti potenziandoli e rinnovandoli dove necessario, rendere nuovamente la Darsena di Milano un approdo vivo e utilizzabile, fornire il sito Expo dell'acqua necessaria per climatizzare i suoi edifici.

Sono questi gli obiettivi delle Vie d'acqua con un programma di lavori che deve essere completato entro dicembre 2014. Tutte le gare verranno bandite da Expo che si è appoggiato al Consorzio di bonifica Est Ticino Villoresi per la progettazione. Nel complesso quindi, non è un intervento che mira unicamente a collegare il Naviglio Grande di Milano con il canale Villoresi e quindi con il sito Expo per portare l'acqua alla manifestazione. Non solo: è un'iniziativa con una prospettiva molto più ampia e che sarà in grado di ristrutturare il sistema idrico del sud Milano risolvendo in buona misura il problema delle periodiche esondazioni e allagamenti in questa parte della città, recuperando gli aspetti paesaggistici di questo territorio e risistemando le sponde dei navigli spesso abbandonate.
Nel dettaglio il nuovo tracciato esce dal sito di Expo per raggiungere il Naviglio Grande, attraversa il Parco Agricolo Sud per poi svilupparsi verso nord con una serie di interventi dove non c'è continuità per garantire la percorrenza fino alle dighe di Panperduto in prossimità del Lago Maggiore.
In pratica si viene a creare una sorta di anello da 125 km percorribile non solo in barca ma in bicicletta lungo le ciclabili, con stazioni di sosta e punti di ristoro. Fondamentale il consolidamento e il rinnovamento delle sponde del Naviglio, ma sopratutto la riqualificazione della Darsena punto di ingresso della città di Milano (qui storicamente approdavano i marmi utilizzati per la realizzazione del Duomo) con il rinnovamento della Piazza XXIV Maggio e un porto per battelli turistici.

Mentre sarà molto visitato l'innesto del Canale Villoresi con il Naviglio Grande dove si sfrutterà il dislivello di 80 cm per dare vita a una cascata artificiale. Le prime gare sono già annunciate sul sito di Expo con gli avvisi: si tratta della sistemazione delle alzaie e impermeabilizzazione del Canale Villoresi (lotto Monza), un appalto da 6,4 milioni; e dei lavori di impermeabilizzazione sul reticolo idrico tra i comuni di Limbiate, Monza e Senago per 5,1 milioni.
Ma gli interventi sono ben più numerosi: circa 58 milioni rappresentano l'insieme dei lavori di sistemazione del tratto delle Groane e del Canale Villoresi; altri 82 milioni per la riqualificazione del Naviglio Grande e la dorsale ciclabile; 19 milioni per la sistemazione del fiume Guisa con attenzione al paesaggio e al quadro ambientale; 17 milioni per la riqualificazione della Darsena di Milano. Un susseguirsi di interventi da 176 milioni le cui gare sono attese in successione nei prossimi mesi. «Saranno tutte procedure a evidenza pubblica – ha spiegato Antonio Acerbo senior advisor costruzioni di Expo 2015 – con il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa. L'aspetto forse più interessante è che si tratta non di un singolo appalto ma di più lotti per renderlo più appetibile a numerosi operatori. Soprattutto sarà un lavoro molto lombardo visto il tema e le location in gioco ma anche le expertise professionali necessarie».


© RIPRODUZIONE RISERVATA