Lavori Pubblici

Project bond, Cassa Depositi pronta a sottoscrivere i primi titoli emessi. Si fa avanti Terna per un brownfield

Alessandro Arona

Matteo Del Fante, direttore CdP: «Pronti a investire nella prima emissione in Italia». Il vice-Ministro Mario Ciaccia: «Entro luglio il Dm Economia con le regole per le garanzie»

I project bond "made in Italy", dopo le norme di sblocco contenute nel Dl 1/2012 (Cresci-Italia) e le agevolazioni fiscali nel decreto Sviluppo (Dl 22 giugno 2012, n. 83) sembrano vicini alla fase di avvio operativo. Il vice-Ministro alle Infrastrutture Mario Ciaccia, nel corso di un convegno Ance sul tema, ha annunciato che «entro fine mese, sono fiducioso che ce la faremo, sarà emanato il decreto del Ministro dell'Economia, di concerto con quello delle Infrastrutture, che disciplinerà la concessione delle garanzie sui project bond nella fase di costruzione». Si tratta di un Dm previsto nell'articolo 41 del Dl 1/2012, necessario per rendere concreta una delle novità della nuova strumentazione giuridica sui PB, e cioè la possibilità del «sistema finanziario, fondazioni e fondi privati» di garantire le emissioni di obbligazioni di progetto anche nella fase antecedente quella di gestione dell'opera, novità che consente di rendere utilizabili i bond anche per finanziare nuove opere.

L'altra novità emerge dalla Cassa Depositi e prestiti, che sembra destinata a svolgere un ruolo importante nell'avvio dei project bond in Italia. Lo ha spiegato ieri Matteo Del Fante, direttore generale di Cdp: «Siamo pronti a valutare – ha detto al convegno Ance - la sottoscrizione di una parte importante di titoli nella prima emissione di project bond made in Italy, ferma restando ovviamente la valutazione sulla bontà del progetto». Cassa depositi, cioè, darebbe una spinta al nuovo mercato nelle vesti di investitore.
Ma CdP è anche una banca: «Dove siamo già in pista per il finanziamento di infrastrutture – ha aggiunto il direttore generale – stiamo valutando di lanciare emissioni di project bond». Del Fante ha ammesso che «forse la prima operazione andrà fatta nel brownfield (opere già esistenti, molto meno rischiose, ndr), per aprire la strada».

A uscire allo scoperto, nei giorni successivi, è stata Terna, la società che gestisce e sviluppa la rete di trasmissione elettrica: potrebbero essere loro i primi emittenti di obbligazioni a progetto.
Lo ha detto l'amministratore delegato Flavio Cattaneo, nel corso di una confernza stampa.
«Abbiamo dato disponibilità al governo per partire per primi con il finanziamento di opere in project bond e potrebbe esserci qualche annuncio entro l'anno» ha spiegato l'a.d. di Terna «potremmo essere i battistrada di questo mercato che può essere una nuova forma di finanziamento per le imprese».
Il primo projet bond di Terna, ha precisato, «deve partire da un brown field (un'opera già realizzata ndr.) perché deve superare meno ostacoli e deve fare da apripista» e per questo «non può assumersi anche i rischi di realizzazione e di autorizzazione«. In questo senso
«stiamo discutendo con il mercato per individuare quale può essere l'infrastruttura e abbiamo chiesto all'Authority di individuare tariffe che non siano modificabili. Se si fa un bond di 20 anni non si possono avere tariffe che cambiano ogni 4 anni».
Il project bond, ha sottolineato Cattaneo, avrebbe il vantaggio di ridurre in modo consistente il costo del finanziamento perché «abbiamo visto che il rischio sovereign é più alto di quello corporate ed il project bond dovrebbe essere ancora più basso».


© RIPRODUZIONE RISERVATA