Lavori Pubblici

Ribaltone Impregilo, decisivo il fondo Amber. Gavio minaccia ricorsi

Aldo Norsa

Igli (Gruppo Gavio) fa sapere che «si opporrà con ogni mezzo legale alle decisioni dell'assemblea». Continua la fase di incertezza nella gestione della società

Salini ha conquistato il controllo di Impregilo al secondo round di un'assemblea combattuta fino all'ultimo voto. Nella quale numerosi (piccoli) azionisti hanno in entrambe le sessioni (quella del 12 luglio e l'odierna) chiesto che non si arrivasse a un "muro contro muro" tra i due gruppi (Igli/Gavio e Salini), entrambi detentori quasi del 30% e si aspettasse, per rimettere in discussione il consiglio di amministrazione, la scadenza naturale del maggio 2013 (assemblea di approvazione del bilancio 2012). Invece la proposta di revoca del Consiglio di amministrazione, avanzata da Salini, è stata approvata, di un soffio, con il 51,01% dei voti in assemblea.

Come ci si aspettava, ago della bilancia tra i due contendenti è stato il fondo di investimento Amber, salito per l'occasione a controllare 8,47% del capitale, la cui indipendenza è stata messa in discussione da Bruno Binasco, amministratore unico di Igli, giunto a minacciare di impugnare una delibera che veda il voto determinante dei due qualora fosse acclarato un "concerto" (del quale peraltro anche Salini accusa Igli con riferimento a intrecci azionari di antica data tra Mediobanca e i Gavio). La votazione per la revoca del consiglio d'amministrazione di Impregilo (compreso il presidente Fabrizio Palenzona e l'amministratore delegato Alberto Rubegni) ha visto i favorevoli prevalere per poco più di un soffio: circa 51,01% contro 48,95%.

L'assemblea ha poi approvato la nomina del nuovo cda targato Salini. Nuovo presidente del general contractor è l'ex banchiere di Goldman Sachs Claudio Costamagna. La lista presentata da Salini ha ottenuto il 51,9% dei voti favorevoli, quella presentata da Igli (Gavio) il 47%.
Il nuovo cda, che resterà in carica per i prossimi tre anni, sarà così composto, oltre che da Costamagna, da: Marina Brogi, Mario Giuseppe Cattaneo, Roberto Cera, Laura Cioli, Massimo Ferrari, Alberto Giovannini, Pietro Guindani, Claudio Lautizi, Geert Linnebank, Laudomia Pucci, Giorgio Rossi Cairo, Pietro Salini, Simon Pietro Salini. Per Igli entra Giuseppina Capaldo.
Per domani (mercoledì), è convocato il primo Cda (alle ore 18), con probabile assegnazione delle deleghe a Pietro Salini.

In assemblea è stato criticato l'atteggiamento "pilatesco" di Assogestioni, azionista circa al 4%, che non ha partecipato alla votazione: stupisce che abbia designato in consiglio suoi rappresentanti e poi non li difenda. Ma anche il "silenzio assordante" di Consob malgrado i numerosi esposti di cui è stata investita da entrambe le parti in causa.

Questa lotta senza esclusione di colpi lascia un esito che potrebbe non essere definitivo, malgrado Salini si sia cautelato facendo votare una durata del consiglio d'amministrazione di tre esercizi. Gavio potrebbe infatti in qualunque momento chiedere a sua volta la revoca dello stesso (o la decadenza per illegittimità). Poche ore dopo l'assemblea, infatti, un comunicato stampa di Igli (Gruppo Gavio) - si veda più sotto - ha anunciato che «si opporrà con ogni mezzo legale» alle decisioni dell'assemblea di oggi.

Quello che è certo è che l'incertezza nella conduzione di Impregilo continua (anzi si accentua) e che l'attuazione del piano industriale di Salini non si presenta una passeggiata – né tantomeno è di rapida attuazione. La pessima congiuntura mondiale rende infatti aleatoria una vendita (che non sia una svendita) degli attivi nell'impiantistica: Fisia e Fisia Babcock. Il particolare rapporto di fiducia che lega i gruppi Gavio e Almeida fa sì che, decaduta l'offerta di acquistare il 19% della concessionaria autostradale brasiliana Ecorodovias il rilancio di una trattativa per la cessione dell'intero pacchetto (29,2%) potrebbe non essere agevole – e soprattutto gli accordi di collaborazione per varie gare in Brasile (ma anche in Colombia) per qualcosa come tre miliardi potrebbero decadere. Con il rischio di allontanare nel tempo quella distribuzione di un dividendo straordinario che è sembrata allettare gli alleati di Salini.

Quanto alla prospettata fusione tra Impregilo e Salini sono così rari i casi in Italia (e nessuno a questi livelli) da domandarsi quali tempi e quali sinergie comporterà. A questo proposito in assemblea è stato evocato il precedente fallito tentativo di un riavvicinamento tra Astaldi e Impregilo.

In conclusione con il voto di oggi si apre una nuova era per la maggiore impresa italiana. Negli ultimi sei anni, uscita dall'incubo del "progetto Rsu Campania" (con rischio di insolvenza conseguente al blocco di liquidità per 750 milioni) e rafforzata patrimonialmente per il decuplicamento di valore di Ecorodovias, Impregilo ha in effetti – come Salini denuncia – il "fiato grosso" nell'acquisizione di commesse di lavori (in Italia e all'estero). La scossa elettrica che ha ricevuto oggi servirà a dinamicizzarla? Sì se il nuovo azionista di riferimento dimostrerà la capacità di "visione" e di motivazione delle persone che sono fattori di successo della più piccola ma più vivace Salini.

Qualche ora dopo la conclusione dell'assemblea, come si accennava, giunge un comunicato stampa di Igli che conferma il timore che quella di oggi sia solo la prima tappa di uno scontro destinato a durare e a destabilizzare sempre più Impregilo. Igli accusa l'alleanza assembleare tra la società Salini e il fondo Amber di volerla consegnare alla prima e distribuirne tutta la cassa nell'interesse del secondo. Con, per conseguenza, lo smembramento della capacità industriale di Impregilo e la distribuzione indiscriminata delle sue risorse. A tutela dell'integrità e del futuro industriale della maggiore impresa italiana e dell'avvenire dei suoi 20 mila dipendenti Igli si opporrà con ogni mezzo legale (ma non – n.d.r. – lanciando un'opa).


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