Lavori Pubblici

Edilizia, le stime Ance sul 2012 crollano da -3,8 a -6,0%

Alessandro Arona e Giorgio Santilli

Senza decreto Sviluppo sarebbe negativo anche il 2013, che invece si fermerà a +0,1%. L'associazione costruttori chiede una soluzione al nodo pagamenti e uno stimolo alle famiglie per l'acquisto della prima casa

La crisi dell'edilizia, in corso da cinque anni consecutivi, continua nel 2012 in modo molto più pesante di quanto si potesse immaginare anche solo sei mesi fa. Mentre nel dicembre scorso l'Ufficio studi Ance prevedeva per quest'anno un ulteriore calo (in valori reali) degli investimenti nelle costruzioni del 3,8%, ora, nell'aggiornamento dell'Osservatorio congiunturale presentato questa mattina a Roma dall'associazione, la previsione precipita a -6,0%.
Per il comparto delle abitazioni, quello che più ha pagato la crisi in questi anni, le previsioni passano per il 2012 da -6 a -12,3%, per l'edilizia industriale/terziaria si passa da -4,0% a -7,1%, per i lavori pubblici da -8,0 a -8,5%. Reggono invece meglio recupero e ristrutturazioni, le cui previsioni anzi migliorano da +0,5 a +0,8%.

L'Ance valuta positivamente la spinta che il decreto Sviluppo (in pubblicazione in «Gazzetta Ufficiale» probabilmente oggi) dovrebbe dare all'edilizia, soprattutto grazie all'effetto - già in parte nel 2012, ma soprattutto nel 2013 - dell'aumento degli sgravi Irpef al recupero dal 36 al 40% (più che per la spinta al project financing), tant'è che l'Ufficio studi prevede per il 2013 uno stop al calo degli investimenti: +0,1% reale, «mentre senza la spinta del decreto - spiega il direttore Affari Economici Antonio Gennari - il risultato a fine anno sarebbe stato ancora negativo».
Positivo il giudizio anche sul Piano città «anche se inevitabilmente - commenta l'Ance - l'effetto sarà di medio periodo».

Tuttavia l'Ance insiste sul fatto che bisogna avere piùcoraggio nell'utilizzare la spinta all'edilizia come strumento anti-ciclico di effetto a breve periodo: «Dal Consiglio europeo di fine settimana - commenta il presidente, Paolo Buzzetti - arriveranno scelte di medio-lungo periodo; nell'immediato ci dobbiamo salvare da soli, e per farlo non c'è niente di meglio delle costruzioni, come infatti hanno fatto Francia e Germania, fin dal 2009, con apposite e potenti misure» (si veda a pagina 25 dell'Osservatorio, ndr) .

L'Ance insiste così nell'inserire nel DL Sviluppo l'esenzione Imu sull'invenduto («Non è un regalo ai costruttori - dice Buzzetti - avrebbe un effetto anti-crisi perché non disincentiverebbe la nuova costruzione; e poi questa tassa sul magazzino non ce l'ha nessun settore industriale»), nel fare chiarezza sulle misure approvate dal Cipe e nello sbloccare a breve quanto deciso (invece degli 80 miliardi di cui ha parlato il Ministro Passera l'Ance stima solo 20,7 miliardi di nuove risorse, di cui meno del 30% disponibili nel 2012 in termini di cassa, cioè di spendibilità effettiva), nell'inventare qualche misura di stimolo alla domanda delle famiglie per la prima casa, come ha fatto la Germania («Creiamo ad esempio - dice Buzzetti - un fondo di garanzia che rassicuri le banche sui prestiti per i mutui immobiliari»), nel dare finalmente soluzione al drammatico problema del ritardo nei pagamenti, circa 19 miliardi solo per le costruzioni («Dall'inizio della crisi ci sono 27mila imprese di costruzione in meno - ha ricordato Buzzetti - e i posti di lavoro persi sono 325mila, che salgono a 500mila considerando l'indotto»).




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