Lavori Pubblici

Fondi Ue, Barca: «Risultato dell'introduzione di una politica di obiettivi nazionali»

Giorgio Santilli

A distanza di un anno l'accelerazione della spesa relativa ai fondi strutturali comunitari segna una crescita di 15 punti percentuali. La performance migliore è quella dei 16 programmi regionali delle aree più sviluppate con minore dotazione di risorse: 32,7% contro 22,1 per cento delle altre aree. Nei territori meno sviluppati il programma più efficiente è quello per l'istruzione.

Arriva al 25,1%, al 31 maggio 2012, la spesa dei fondi Ue che un anno fa era poco oltre il 10 per cento. Un'accelerazione generata dalle due novità introdotte nel corso del 2011 prima da Raffaele Fitto, poi da Fabrizio Barca: l'introduzione di una politica di obiettivi nazionali intermedi di spesa a maggio e ottobre e la riduzione del cofinanziamento nazionale che ha consentito lo scorso dicembre una crescita contabile della spesa effettuata rispetto a quella programmata (ridotta) dal 16% al 21%. La nota dell'attuale ministro della Coesione territoriale sottolinea soprattutto il primo aspetto, ricordando che «il confronto con la dinamica degli anni precedenti mostra che con l'introduzione di un target nazionale, pur non ambizioso, espresso in termini di spesa, si è iniziata a correggere l'attitudine delle amministrazioni a concentrare le certificazioni nei mesi terminali dell'anno».

La performance migliore è quella dei 16 programmi regionali delle aree più sviluppate con minore dotazione di risorse: 32,7% contro 22,1 per cento delle altre aree. Nei territori meno sviluppati il programma più efficiente è quello per.

Barca è fiducioso che altri risultati importanti possano arrivare lungo questa strada: si dice «certo di un ulteriore, fortissimo impegno per accelerare la spesa entro la fine dell'anno». Il ministro ricorda come «la deroga al patto di stabilità interno introdotta dal Governo lo rende possibile e doveroso»: il riferimento è al miliardo di euro liberato dal patto di stabilità con il primo decreto cresci-Italia proprio per accelerare la spesa dei fondi Ue.

Ampi rimangono i divari di performance fra i diversi programmi. Nel Mezzogiorno, che ha programmi più ricchi e complessi e registra, al solito, ritardi maggiori, le performance più efficienti sono quelle del piano nazionale istruzione (43,7%) mentre i risultati peggiori riguardano Campania, Sicilia e programma nazionale trasporti. Tuttavia, la reazione è stata diversa da area ad area: le certificazioni campane mostrano segni di ripresa, mentre la Sicilia «mostra una situazione statica di grande preoccupazione».


© RIPRODUZIONE RISERVATA