Lavori Pubblici

Clini: «Un piano nazionale per la sicurezza del territorio e manutenzione del costruito»

Al. Tr.

Il ministro dell'Ambiente: «Il sisma in Emilia richiama la necessità di questo intervento, che deve durare almeno 15 anni» - Ance e Consiglio degli architetti: «Bene la proposta, intervenire subito»

«Un piano nazionale per la messa in sicurezza del territorio che duri almeno 15 anni, sostenuto da investimenti privati agevolati e da finanziamenti pubblici». È il progetto annunciato oggi dal ministro dell'Ambiente, Corrado Clini, per affrontare il rischio sismico e il dissesto idrogeologico che minacciano il Paese: «L'evento sismico degli ultimi 10 giorni in Emilia - dice il ministro - richiama la necessità di questo intervento, che è una priorità e una grande infrastruttura per la crescita del nostro Paese». Secondo Clini gli interventi di manutenzione «possono affrontare insieme entrambi i problemi», ma «avendo presente che il rischio sismico richiede una cura rapida dal punto di vista della sicurezza delle costruzioni» e per questo le soluzioni possibili dovrebbero essere quelle di «aggiornare da un lato le norme tecniche - ha spiegato il ministro - avendo in mente che l'unica possibilità di prevenire i danni derivanti dagli eventi sismici del nostro paese é quella di assumere come scenario di rischio lo scenario peggiore, ovvero applicare per le costruzioni i criteri più conservativi». Dall'altra parte «c'é l'esigenza, altrettanto urgente - ha precisato - di intervenire sul costruito per realizzare una manutenzione straordinaria» che per alcuni settori «é stata già avviata anche se non completata», rileva Clini: per esempio nel settore scolastico il programma di messa in sicurezza fu avviato subito dopo il terremoto di San Giuliano nel Molise che distrusse una scuola, «però il programma - ha concluso il ministro - é andato avanti in tempi diversi da quelli attesi».

Il piano Clini ha già incassato il sostegno dell'Ance e del Consiglio Nazionale degli architetti. «Bene la proposta del ministro Clini, non si può vivere con la logica dell'emergenza – dichiara il presidente dell'Ance Paolo Buzzetti – e gli eventi ci hanno dimostrato che costa molto di più in termini di vite umane, danni al patrimonio, risorse spese (160 mld di euro il costo dei terremoti negli ultimi 50 anni), intervenire per ricostruire piuttosto che programmare per tempo e in una logica di lungo termine gli interventi necessari per la manutenzione degli edifici e del territorio.» Per questo il piano annunciato «èun'azione che va intrapresa soprattutto considerando che il 62% delle abitazioni esistenti risulta costruito prima del 1972 e quindi senza il rispetto delle norme sismiche».

Giudizio positivo anche dagli architetti: «È da tempo che il Consiglio nazionale sottolinea la necessità di mettere in sicurezza le città e il territorio del nostro Paese - spiegano in una nota - e per questo motivo abbiamo più volte chiesto al Governo di istituire l'obbligatorietà del libretto del fabbricato che può essere lo strumento attraverso il quale acquisire consapevolezza dello stato dei luoghi in cui si vive e si lavora. Connesso ad una database nazionale, il libretto del fabbricato può essere il punto di partenza per censire lo stato del nostro patrimonio edilizio dal quale avviare un programma nazionale di rigenerazione degli abitati».


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