Lavori Pubblici

Astaldi a un passo dal terzo ponte sul Bosforo, commessa da 670 milioni di euro

A.A.

In cordata con la turca Ictas, l'impresa romana è in testa alla graduatoria di gara. Opera da 2,5 miliardi di dollari, un terzo ad Astaldi

Astaldi (impresa numero 1 delle costruzioni in Italia, per fatturato 2011), associata con il gruppo turco Ictas, è prima nella graduatoria di gara per la costruzione e gestione del nuovo ponte sul Bosforo, a Istanbul, Turchia; un appalto del valore di 4,5 miliardi di lire turche (e non dollari, come molti siti hanno erroneamente scrtto), pari a circa 2,5 miliardi di dollari, di cui un terzo in quota Astaldi (833 milioni di dollari, circa 670 milioni di euro). La società romana non ha ancora dato comunicazione ufficiale della commessa, perché sono ancora in corso le verifiche sulla documentazione presentata, e l'aggiudicazione definitiva avverrà solo nei prossimi giorni.

L'imponente infrastruttura sarà lunga 1.275 metri, e collegherà Asia ed Europa. Ad annunciare la graduatoria della gara è stato ad Ankara il ministro dei trasporti turco Binali Yildirim, specificando che la proposta italo-turca è stata ritenuta la più idonea. Il progetto, la cui costruzione inizierà verso fine anno, verrà finanziato senza ricorso a fondi pubblici, ha spiegato il ministro.
Il consorzio italo-turco si è impegnato a costruire il nuovo ponte sul Bosforo in 36 mesi dall'inizio dei lavori, ha precisato Yildirim. La rapidità di esecuzione era una delle principali condizioni poste ai candidati alla realizzazione dell'opera.

La cordata Ic Ictas-Astaldi, che era in competizione in gara con un altro gruppo italo-turco, Salini-Gülermak, e con altre sette cordate turche e una sudcoreana, gestirà il ponte per 10 anni e tre mesi. La gara riguardava la costruzione del terzo ponte e delle strade di collegamento, per un totale di circa 90 chilometri.

Un progetto più leggero rispetto a quello oggetto della gara dello scorso gennaio, che prevedeva la costruzione del ponte e dell'intero tratto autostradale Nord Marmara, da Tekirdag ad Adapazari, per un totale di 414 chilometri. Gara che era andata deserta.
Il terzo ponte unirà il distretto di Poyrazoy, sulla riva europea di Istanbul, a quello di Garipce, sulla parte asiatica del Bosforo, a nord, vicino allo sbocco sul Nar Nero. Lungo circa 1,3 chilometri, sarà completo anche di linea ferroviaria.

Il terzo ponte di Istanbul, da costruire a nord (verso il mar Nero) rispetto ai due esistenti sul Bosforo, dovrà alleggerire il traffico che intasa il primo «Bogazici Koprusu» (ponte sul Bosforo), del 1973, e il secondo intitolato al sultano Maometto il Conquistatore («Fatih Sultan Mehmet Koprusu», o Fsm), costato 130 milioni di dollari di allora, inaugurato nel 1988 e costruito da una cordata guidata da imprese giapponesi, e a cui aveva partecipato anche Impregilo
Collegando Europa e Asia, il ponte servirà anche ai collegamenti con il Caucaso, e con il Medio ed Estremo Oriente. Il progetto era stato annunciato nel marzo dell'anno scorso con un appuntamento per un'asta ad agosto poi slittato inutilmente a gennaio. La stampa turca allora aveva spiegato lo slittamento con le difficoltà finanziarie dei mercati europei che riducono l'accesso al credito anche per gruppi rinomati.

Il progetto è soggetto alle critiche feroci degli ambientalisti, secondo i quali l'infrastruttura non darà sollievo al traffico cittadino, ma spianerà la strada a una speculazione edilizia senza precedenti.


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