Lavori Pubblici

Torino, inchiesta della Corte dei Conti sugli appalti del Passante Ferroviario


La Procura Regionale della Corte dei Conti del Piemonte ha aperto un'inchiesta sulle procedure
con le quali società del gruppo Ferrovie dello Stato hanno appaltato i lavori per la realizzazione del cosiddetto passante ferroviario di Torino. Nove ingegneri, all'epoca dei fatti dirigenti di società del gruppo Ferrovie dello Stato, sono stati chiamati a risarcire un danno erariale di 22 milioni di
euro accertato dagli investigatori. Un fascicolo penale aperto dalla Procura della Repubblica sull'accaduto è invece stato archiviato.
Il passante ferroviario di Torino, che prevede l'interramento della linea ferroviaria che
attraversa la città, è ultimato solo in parte. Gli accertamenti della Corte dei Conti e della guardia di finanza si sono concentrati sul secondo lotto dell'opera. L'intervento è stato affidato a un'associazione temporanea d'impresa. Inizialmente, il progetto prevedeva l'attraversamento
della città in superficie, ma a lavori iniziati fu deciso l'interramento di un lungo tratto, con l'avvio di un nuovo progetto che ha comportato la rescissione dei contratti in essere e la stipula di nuovi accordi, sempre con le stesse aziende appaltatrici.
Dalle indagini della guardia di finanza è emerso che due studi, i quali presupponevano un tracciato ferroviario in superficie e costati in tutto 4,5 milioni di euro, sono stati commissionati nonostante fosse già stata approvata la decisione di interrare l'opera.
In seconda battuta, i finanzieri e la Corte dei Conti indagano sull'indennizzo di sette milioni di euro riconosciuto alle imprese appaltatrici per la rescissione del contratto originario.
Infine, è oggetto di accertamenti anche il mancato incasso di 10 milioni di euro in quanto alle società appaltatrici non fu applicata la penale prevista dal contratto per il ritardo nella consegna delle opere. Per la cosiddetta 'fase ovest' del passante, infatti, l'intervento si concluse 775 giorni oltre la data stabilita.


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