Lavori Pubblici

«Le infrastrutture vanno programmate, stop alla logica dell'emergenza». Imprese, lo Stato «acceleri i pagamenti»

Alessia Tripodi

Il neo presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, nella sua prima relazione all'assemblea: «Puntare su infrastrutture, innovazione, riduzione delle tasse, semplificazione e trasparenza»

«Il gap infrastrutturale è tra le cause principali della scarsa competitività italiana e della recessione in atto» e «per arrivare a una vera politica delle infrastrutture il problema non sono le risorse, ma l'impotenza decisionale». Nel giorno del suo debutto a Viale dell'Astronomia - con la prima relazione all'assemblea degli industriali a Roma (scarica il testo ) - il neo presidente di Confindustria Giorgio Squinzi ha messo l'edilizia e le infrastrutture tra gli obiettivi prioritari del suo piano per il rilancio della competitività del Paese. «Infrastrutture, riduzione del carico fiscale, semplificazione e trasparenza, innovazione sono le grandi "questioni italiane" - ha detto Squinzi - e se il Paese saprà modernizzarsi in tal senso, allora sarà unito nel cambiamento». Senza dimenticare l'urgenza del credito alle imprese: «la carenza e i costi del credito sono il nodo più urgente da sciogliere perchè sta soffocando il tessuto produttivo - ha detto il neo presidente - e per questo alle banche e allo Stato italiano chiediamo uno sforzo aggiuntivo».
Una strategia condivisa dall'Ance: «Condividiamo gli obiettivi individuati da Squinzi - ha dichiarato il presidente Paolo Buzzetti - ma è ora di accelerare il rilancio del settore delle costruzioni».

Infrastrutture, stop alla logica dell'emergenza. «Il settore delle costruzione attiva 3 milioni di addetti fra diretti e indiretti e nuove e innovative infrastrutture sono fattori essenziali di competitività per il Paese». Squinzi punta il dito soprattutto sulla «impotenza decisionale» che frena il settore e che «va superata»: le infrastrutture «si devono programmare, non devono essere pilotate dalle logiche dell'amministrazione e dell'emergenza» ha spiegato il presidente, augurandosi che «il decreto che è stato annunciato consegua effettivamente queste finalità». (vedi articoli qui , qui , qui , e qui )
Per il leader di Viale dell'Astronomia gli obiettivi per i prossimi anni sono ben definiti: «Allargare il campo di intervento - spiega - dalle opere alla manutenzione, alla ristrutturazione e al rinnovo del patrimonio esistente», «sfruttare i processi di liberalizzazione per coinvolgere il capitale privato, integrando così le risorse pubbliche», «utilizzare la politica infrastrutturale come strumento di politica industriale volta all'innovazione e alla competitività delle imprese» e, infine, «realizzare un nuovo piano per l'edilizia sia per quella popolare, sia con incentivi all'uso delle nuove tecnologie per l'efficienza energetica e la qualità della vita».

Subito credito alle imprese. «Non possiamo più accettare che le imprese falliscano perchè devono versare le tasse per forniture fatte allo Stato e che lo Stato non ha pagato», né «che lo Stato ritardi persino i rimborsi dei crediti Iva». Così Squinzi ha sottolineato la necessità di sciogliere subito il nodo dei pagamenti alle imprese, «sia per quello che riguarda il debito pregresso - ha detto - che per le nuove forniture». Il presidente di Confindustria ha ricordato che «sono stati da poco portati a conclusione importanti provvedimenti di legge e accordi con il sistema bancario che ora vanno attuati con convinzione e determinazione. Bisogna far sì - ha continuato - che le banche diano attuazione concreta alla moratoria concordata nel febbraio scorso, nonchè al protocollo sottoscritto martedì scorso: i fondi ottenuti a tassi di favore dalla Bce devono finanziare gli investimenti e dare liquidità alle imprese a fronte dei ritardati pagamenti della Pubblica amministrazione». E «bisogna utilizzare di più - ha aggiunto - le grandi potenzialità della Cassa depositi e prestiti».

Ance, strategia condivisa. «Bene ha fatto Giorgio Squinzi a individuare nei quattro punti cardinali della riforma della pa, dei pagamenti alle imprese, dei tagli alla spesa pubblica e del credito le priorità sui cui il Governo deve incentrare la sua azione nei prossimi mesi», ha commentato il presidente Ance, Paolo Buzzetti, al termine dell'assemblea annuale di Confindustria. Buzzetti ha spiegato che «come giustamente richiamato da Squinzi, la filiera delle costruzioni continua a essere uno dei settori più penalizzati sia dalla stretta creditizia che dai ritardati pagamenti, oltreché da un taglio netto di investimenti pubblici che negli ultimi quattro anni sono stati di fatto dimezzati». E anche se «alcuni segnali incoraggianti da parte dei Ministri competenti ci sono stati - ha concluso Buzzetti - è ora di imprimere l'acceleratore su un processo di rilancio del settore che può e deve fare molto per la crescita e il benessere del Paese».


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