Lavori Pubblici

Pagamenti, il 15 maggio tutta la filiera si riunisce per il D-Day

Alessandro Lerbini

Il governo pronto a lanciare il Piano città che riguarderà il risparmio energetico, il recupero dell'esistente e le scuole

Il Piano città per far ripartire l'edilizia. E sbloccare la questione pagamenti anche attraverso manifestazioni di protesta come il D-Day del 15 maggio. «L'impegno che si assunto il governo sulle città dovrebbe arrivare in tempi molto stretti». Paolo Buzzetti, presidente dell'Ance, lo ha annunciato durante il XIII convegno nazionale dei giovani imprenditori edili che si è svolto a Roma, venerdì 4 maggio. «Ne abbiamo parlato con il viceministro alle Infrastrutture Mario Ciaccia - ha detto - e il governo ha recepito le nostre proposte. Il Piano città è un tentativo di rilancio per le costruzioni dopo la mazzata dell'Imu, una vera e propria patrimoniale sulla casa, a nostro avviso sbagliata e che non ha tenuto conto degli effetti recessivi. Il Piano città riguarderà il risparmio energetico degli edifici e la riqualificazione dell'esistente, comprese anche le scuole». Gli investimenti «saranno pubblici, ma anche privati, mentre i tempi saranno velocissimi perché li ho visti consapevoli dell'urgenza».
Oltre agli interventi sulle aree urbane, l'organizzazione degli imprenditori edili punta anche ad ottenere dal governo la compensazione dei crediti e dei debiti nei confronti della Pa e l'esenzione dalle imposte sulle case invendute.

Il piano città

«Per il Governo, la rigenerazione delle aree urbane degradate è un imperativo oltre che un grande motore di sviluppo». Il viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Mario Ciaccia, ha inaugurato con queste parole, presso la sede del dicastero, il tavolo sul Piano, il cui obiettivo è definire e avviare gli interventi operativi che favoriscano il rilancio e la valorizzazione del territorio.
«Le aree urbane degradate - ha continuato Ciaccia - non vanno rigenerate solo dal punto di vista infrastrutturale: vanno stimolate le attività imprenditoriali, anche artigianali, le occasioni di lavoro, le attività formative, la riqualificazione energetica».
Ciaccia ha indicato nel contratto di valorizzazione urbana, sottoscritto tra tutti i soggetti pubblici e privati interessati, un possibile strumento di attuazione del Piano nel quale far confluire interventi variegati: dalla riqualificazione delle aree urbane degradate con il recupero del patrimonio esistente all'housing sociale che ha visto il Mit già investire 833 milioni come volano di risorse anche locali e private per la realizzazione di 72mila alloggi, di cui 11mila già attivati.
Altri interventi riguardano invece l'ammodernamento e la razionalizzazione dell'edilizia scolastica e la rivalutazione delle aree demaniali.
«Le scuole a cui pensiamo - ha aggiunto Ciaccia - non saranno aperte solo poche ore, ma tutto il giorno e costituiranno un luogo d'incontro per tutto il quartiere con mille attività, anche in grado di generare reddito». Previste inoltre agevolazioni per le nuove attività commerciali e per l'efficientamento energetico, premialità fiscali per chi ristruttura o sostituisce vecchi edifici fino all'ottimizzazione del trasporto pubblico locale. «Abbiamo l'ambizione - ha concluso - di
trasformare le aree urbane degradate in zone rivitalizzate, socialmente ed economicamente, a bassa fiscalità ed alta efficienza energetica, dove concentrare investimenti e agevolazioni, operando in stretta collaborazione con Regioni e Comuni».

D-Day il 15 maggio per i pagamenti
Tutta la filiera delle costruzioni - imprenditori, artigiani e professionisti - protesterà il prossimo 15 maggio (nella sede dell'Ance a Roma) contro lo Stato che non paga i suoi debiti. «L'iniziativa - ha detto Buzzetti - servirà a dare un avvertimento finale allo Stato che deve pagare i suoi debiti alle imprese. Se non avverrà nulla partiremo con i decreti ingiuntivi. Il tempo è scaduto, non è più tollerabile uno Stato che si comporta in maniera ingiusta nei confronti di imprese e cittadini. Bisogna avere il coraggio di dire che la politica economica sta andando nella direzione sbagliata: si sono decise solo tasse, sono state ridotte della metà le disponibilità per le infrastrutture».
Sui pagamenti è intervenuto il parlamentare Pd Francesco Boccia: «La nostra proposta va oltre la creazione di un fondo di garanzia per le imprese. Chiediamo che tutti i crediti delle imprese con la Pa siano certificati entro un mese, altrimenti interviene un commissario ad acta ed entro i successivi 15 giorni provvede alla certificazione. I crediti sono poi scontati presso le banche che, in cambio di liquidità alle aziende, diventeranno creditrici dello Stato: in caso di inadempienza, il Tesoro darebbe agli istituti titoli di Stato. La nostra proposta è già scritta e l'abbiamo trasmessa formalmente al ministro Passera: decida il governo lo strumento per trasformarla in legge. Per cose meno gravi e urgenti sono stati fatti decreti. Comunque, il nostro emendamento è pronto e potremmo presentarlo anche in uno dei prossimi provvedimenti sullo sviluppo. Sarebbero incomprensibili dubbi, ostruzionismi o ritardi ulteriori perchè la proposta è di facile attuazione e perchè le imprese non possono più aspettare.
Il sistema creditizio è l'altro problema che affligge le imprese edili: «Le banche danno i soldi a chi li ha già, oppure a chi ha molti debiti, ma l'imprenditore normale, il cittadino normale è tagliato fuori da tutto e se si continua così non si andrà da nessuna parte». Sono le parole del presidente dei Giovani Ance, Alfredo Letizia. «Le banche - ha aggiunto - hanno deciso di passare dal 100% allo 0% di mutuo per l'acquisto di una casa. Tutto questo è normale?». Letizia ha puntato il dito anche contro gli imprenditori disonesti: «Le cronache sono piene di imprenditori o presunti tali che prendono in qualche modo appalti di opere che non verranno mai realizzate: se tra noi c'è qualcuno così allora chiediamo che non faccia parte della nostra Associazione». Quindi la proposta per favorire la trasparenza negli appalti: «Oggi si fa tutto in televisione, tutto è sotto gli occhi di tutti: perché allora non facciamo anche le aggiudicazioni delle gare in diretta? Scoraggiamo i furbi».


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