Lavori Pubblici

Investimenti delle Province dimezzati in tre anni. Nel 2011 pagamenti bloccati per 2,5 miliardi

A causa dei tagli ai bilanci e dei vincoli al patto di stabilità, le spese per investimenti delle
Province sono diminuite del -47% dal 2008 al 2011 (oltre 2 miliardi e 200 milioni in meno). Il dato è stato reso noto, oggi (3 maggio) a Vicenza, dal vice Presidente dell'Unione italiana delle
Province (Upi) Antonio Saitta. Nel 2011, per i vincoli del patto di stabilità, sono stati bloccati nelle casse delle Province 2,5 mld destinati alle imprese per lavori già eseguiti; questa cifra arriverà a tre miliardi nel 2012.
Anche alla luce di questi elementi l'Upi aderirà - è stato detto - al "D Day" indetto dall'Ance (Associazione del costruttori edili) per il 15 maggio prossimo.
«Questo Paese si sta fermando - ha detto Saitta - in quattro anni le Province sono state costrette a tagliare gli investimenti del 47%, e se si bloccano gli investimenti degli Enti locali, si ferma l'economia, che in Italia è fondata sulle piccole e medie imprese». «È impensabile - ha aggiunto - che in una situazione drammatica come quella che si trova a vivere il Paese, con la conta giornaliera di migliaia di posti di lavoro persi e di imprenditori che si suicidano, non si riesca a
trovare una soluzione per sbloccare almeno una parte dei soldi fermi nelle casse delle Province e dei Comuni».


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