Lavori Pubblici

Impregilo, l'aumento dei ricavi parte dall'Italia

Il presidente Massimo Ponzellini: Il piano Salini non è mai stato presentato all'azienda

Nel piano strategico 2012-2016, Impregilo prevede oltre 2 miliardi di investimenti totali, di cui 650 milioni per investimenti nelle concessioni. Nel portafoglio ordini complessivo delle attività core del gruppo, che al 2016 è quantificato in 40 miliardi contro i 25 del 2011, il 55% dovrebbe venire dal
settore delle concessioni, il 45% da quello delle costruzioni.
Previsto anche un forte aumento dei ricavi generati in Italia pari al 33% del totale contro l'attuale 20%, «escludendo il ponte di Messina, per il quale comunque c'è un contratto e per fortuna ancora una fideiussione», spiega l'amministratore delegato di Impregilo Alberto Rubegni.
L'incasso dei 355 milioni bloccati sulla questione dell'inceneritore di Acerra «sta procedendo come previsto e riteniamo - dice il manager - che sia concluso in tempi brevi, dopo che due giorni fa il decreto per il trasferimento della proprietà dell'impianto alla Regione è stato convertito in legge». Previsti ricavi superiori a 3,5 miliardi di euro (contro gli attuali 1,6), Ros (Return on sales) superiore al 9% e Roi (Return on investment) superiore al 15%.
Il piano strategico al 2012-2016 è stato approvato dal consiglio di amministrazione di Impregilo lo scorso 20 aprile ed è stato approntato con il supporto della società di consulenza McKinsey.
«Nell'arco del periodo di piano - afferma Impregilo - il gruppo punterà sul binomio core costruzioni-concessioni, che sempre più rappresenta il modello per il finanziamento e la realizzazione di opere infrastrutturali, a fronte di limitati contributi pubblici», un orientamento coerente con lo sviluppo del principale general contractor italiano degli ultimi anni e in contrasto con gli orientamenti espressi dal socio Salini, che in caso di presa del controllo del gruppo
punterebbe soprattutto sulle costruzioni.
Impregilo intende inoltre «rafforzare la propria presenza in Italia dove attualmente registra una quota di ricavi di circa il 20%, riequilibrando il mix tra i ricavi Italia-estero, obiettivo che potrà essere conseguito principalmente con l'avvio di progetti già acquisiti e in portafoglio».

«Lasciare un mercato dove abbiamo grandi competenze e che sta dando notevoli soddisfazioni mi sembra riduttivo, poi ognuno ha le sue strategie». Così Rubegni risponde all'ipotesi del secondo più importante socio del gruppo, il costruttore romano Salini, di lasciare il business delle concessioni per concentrarsi soprattutto in quello delle costruzioni.
«In Sudamerica, per esempio abbiamo iniziative molto utili e non capisco perchè non si dovrebbero replicare: se qualcuno ne conosce i motivi, lo spieghi...» aggiunge Rubegni rispondendo ai giornalisti durante la presentazione del nuovo piano strategico di Impregilo.
L'amministratore delegato del general contractor si mostra anche non d'accordo con il concetto di «vendiamo tutto per creare un grande gruppo: se il gruppo è già solido e grande perchè vendere?» commenta. In termini generali «una valorizzazione della brasiliana Ecorodovias può essere valutata nel caso vi fossero ipotesi di investimento più interessanti: non ci sono problemi», conclude Rubegni.
Secondo il presidente di Impregilo, Massimo Ponzellini, «il piano Salini non è mai stato presentato all'azienda, altrimenti lo avremmo inserito nella nostra presentazione odierna: c'è stata una richiesta di incontro, l'abbiamo data, poi è stata rimandata dai Salini. Non esiste una proposta o piano dei Salini che possa essere esaminata, anche perchè servirebbe un bilancio, sapere come sono andati, avere dei parametri sulla solidità aziendale».


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