Lavori Pubblici

Roma, pagamenti a rischio da settembre

Giulia Del Re

Batelli (Acer): «Inutile bandire gare e realizzare lavori che poi non possono essere saldati». L'obiettivo di Alemanno è di far proseguire i circa 300 cantieri attualmente in corso d'opera e allo stesso tempo confermare un monte investimenti pari a 350 milioni per il 2012

Il Campidoglio vanta oltre due miliardi di euro di crediti nei confronti dello Stato e della Regione Lazio. Se almeno parte di queste risorse non viene sbloccata entro l'estate, da settembre scatta il blocco della cassa e l'amministrazione comunale sarà costretta a sospendere i pagamenti degli stipendi e dei fornitori, imprese edili comprese.
A lanciare l'allarme è stato lo stesso sindaco Gianni Alemanno, che ha già fatto presente la situazione al Governo. "Entro questo anno – ha spiegato Alemanno – servono almeno 550 milioni di euro per garantire non solo gli stipendi, ma anche il pagamento dei fornitori". Pagamenti che sarebbero a rischio già dal prossimo settembre se persiste la difficoltà di cassa che il Campidoglio sta fronteggiando già da alcuni mesi. Le difficoltà si sommano a quelle legate ai vincoli del Patto di stabilità che, solo negli ultimi mesi, stanno frenando l'aggiudicazione di decine di appalti per la manutenzione stradale.
In sostanza: il Comune di Roma bandisce gare d'appalto, le aggiudica, ma non può procedere alla firma dei contratti e all'apertura dei cantieri perché la cassa è bloccata dal Patto. Così, numerose aziende del territorio sono in attesa. Questa situazione potrebbe sbloccarsi ora che è stato approvato il secondo decreto attuativo di Roma capitale con cui Roma ha ottenuto una deroga sul Patto di stabilità. Già nei prossimi giorni gli uffici comunali effettueranno una verifica su come questa deroga inciderà sulle opere in partenza. L'obiettivo, da sempre dichiarato dal sindaco Gianni Alemanno, è far proseguire i circa 300 cantieri attualmente in corso d'opera nella capitale e allo stesso tempo confermare un monte investimenti pari a 350 milioni di euro per il 2012.
Intanto, a far tremare la situazione dei pagamenti alle imprese, si è aggiunto il problema dei crediti di Stato e Regione. Tant'è che i costruttori, già da tempo, vista la situazione di difficoltà di cassa e di vincoli del Patto di stabilità, hanno chiesto direttamente al Campidoglio di "fermare i bandi di gara non coperti finanziariamente – ha detto il presidente dell'Acer Eugenio Batelli – perchè sarebbe inutile bandire gare che poi non possono essere aggiudicate visto che i lavori non possono essere pagati". Insomma, in tempi di crisi, meglio non illudere le imprese con procedure che richiedono tempo e magari, quando si arriva finalmente all'aggiudicazione, devono essere sospese. Sul problema, come assicura Alemanno, "è in atto una verifica complessiva da parte di Governo e Regione. A breve ci diranno concretamente qual è la situazione e come la si può fronteggiare. Noi abbiamo messo le mani avanti con molto anticipo per poter garantire non solo gli stipendi ma anche tutti i mandati di pagamento per le imprese".


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