Lavori Pubblici

Lombardia: banche, pagamenti e investimenti mettono in ginocchio l'edilizia

Massimiliano Carbonaro

La Banca di Italia ha rilevato che dal 2007 al 2011 nella regione è stato erogato il 37,8% in meno di mutui per investimenti nel settore residenziale,

Un mondo bancario sempre più distante dalle imprese edili, il ritardo nei pagamenti da parte delle pubbliche amministrazioni che ha raggiunto gli 8 mesi di media, gli investimenti nelle costruzioni (pari a 24.346 milioni di euro) calati del 4,6% nel 2011 e le stime parlano di un meno 3,3% per quest'anno. È lo scenario poco rassicurante che emerge dal sesto rapporto congiunturale sull'industria delle costruzioni elaborato dall'Ance Lombardia.
I numeri non sempre dicono tutto, ma comunque sono terribili: gli investimenti nelle abitazioni sono diminuiti l'anno passato di quasi il 3% e nel 2012 dovrebbero calare di un ulteriore 2,2%, ma se si guarda solo alle nuove costruzioni si vede che il trend è stato di un meno 8,2% nel 2011, mentre a tenere sono state solo le manutenzioni e il recupero che ha fatto registrare un quasi 1% in positivo. Si calcola un tonfo pauroso anche nei permessi di costruire ma mancano i dati relativi agli ultimi due anni (-49,7% dal 2005 al 2009). Il mercato immobiliare abitativo in Lombardia continua a registrare segni negativi, ad eccezione di alcuni Comuni capoluogo: è diminuito del 2,7% il numero di case compravendute nel 2011. In questa situazione, tuttavia, i prezzi medi delle abitazioni non sono crollati con un più 0,6% nel 2010 e un meno 2,7% nel 2011. La lista, lunga, dei motivi per cui l'industria delle costruzioni lombarda non riesce a risollevarsi vede al primo posto il fallimento delle numerose sollecitazioni rivolte al Governo frutto "di un'assoluta – ha sottolineato Gianluigi Coghi, vicepresidente Ance nazionale e coordinatore centro studi Lombardia – poca attenzione riservata al settore". Ma la madre di tutti i problemi dell'edilizia lombarda risiede nel concomitante effetto della stretta creditizia e del ritardo nei pagamenti della Pubblica amministrazione. Sul fronte bancario l'Ance su dati forniti da Banca di Italia ha rilevato che dal 2007 al 2011 nella regione è stato erogato il 37,8% in meno di mutui per investimenti nel settore residenziale, e che siamo a meno 17% dal 2010 al 2011.
Per quanto riguarda i difficili rapporti con la amministrazioni, il ritardo nei pagamenti oramai raggiunge anche gli 8 mesi: "È un'aberrazione – sottolinea Goghi – che la pubblica amministrazione non rispetti i propri obblighi contrattuali, si comporta come se fosse al di sopra della legge". L'Ance calcola che ammonti a quasi mezzo miliardo di euro l'importo delle risorse da destinare al pagamento di debiti in conto capitale nei confronti delle imprese bloccate dal Patto di stabilità. Ma la situazione rischia di diventare ancora più inestricabile con l'estensione del Patto anche ai centri con meno di 5.000 abitanti da qui a due anni (si passerà da 455 a 1.544 Comuni soggetti a Patto in Lombardia). Ha solo potuto limitare i danni su questo versante l'iniziativa della Regione Lombardia che con il Patto di stabilità interno ha permesso di liberare 75 milioni di euro, ma si è trattato di un piccolo palliativo che andrebbe maggiormente sostenuto. Altrettanto ben visto dall'Ance è il via da parte della Regione di un nuovo Piano Casa che dovrebbe sbloccare gli interventi di demolizione e ricostruzione nelle città, anche se c'è il problema che non tutte le amministrazioni locali sono in grado di gestire queste procedure in deroga agli strumenti urbanistici tanto che l'Ance suggerisce alla Regione di istituire una struttura di supporto per quei centri che hanno uffici tecnici ridotti. Un altro elemento considerato positivo riguarda il fabbisogno potenziale di residenze nel territorio. Da un'elaborazione Ance su dati Istat che tiene conto dell'aumento della popolazione residente si stima che ci sia un saldo negativo tra il numero di abitazioni e la presenza di nuove famiglie per cui c'è spazio per oltre 88mila nuove abitazioni.


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