Lavori Pubblici

Unioncamere, strategico potenziare l'asse Genova-Rotterdam

Alessandro Arona

Il vice-Ministro Mario Ciaccia: impossibile indennizzare Aeroporti di Roma per i mancati adeguamenti tarrifari, promessi nel 2001 all'atto della privatizzazione

La Torino-Lione non figura fra le dieci priorità infrastrutturali da realizzare in Italia secondo lo studio di Unioncamere-Uniontrasporti presentato a Roma l'11 aprile. C'è il Terzo valico dei Giovi, il Brennero, la Brebemi e le autostrade pedemontane, la Salerno-Reggio Calabria, la Orte-Mestre. Ci sono pure la Asti-Cuneo e la statale Ionica; ma non l'alta capacità Torino-Lione. In tutto una Top Ten da 73,8 miliardi di euro di costo (pari al 20% dell'intero programma della legge obiettivo), di cui restano da reperire risorse per 38 miliardi.
Il rapporto, dal titolo «Atlante delle priorità e delle criticità infrastrutturali (il punto di vista del mondo economico)» è costruito sulla base di questionari inviati a tutti i 2.874 componenti dei vertici delle Camere di Commercio (consiglieri, presidenti, segretari generali), in gran parte imprenditori espressione del mondo dei tessuti industriali, artigianali, commerciali e agricoli locali. È dunque – spiega Unioncamere – «un'indagine che segnala le valutazioni degli operatori economici su quali interventi attuare prioritariamente sui singoli territori». A rispondere al questionario (e quindi a fare da base al Rapporto) sono stati 801 membri dei vertici camerali (sui 2.874 interpellati).
Si tratta dunque di una specie di "sondaggio" tra i rappresentanti camerali delle imprese, i cui risultati sulle opere prioritarie fotografano una graduatoria di interventi sulla base del consenso "diffuso" che hanno accolto in giro per l'Italia. Ciascuno ha infatti indicato le priorità per la propria provincia, e dunque nella Top Ten figurano opere capaci di essere considerate prioritarie da molte diverse province.
Tra le dieci opere compare l'Asse ferroviario Ventimiglia-Genova-Novara-Milano (Sempione), per un costo complessivo di 8.992 milioni, di cui 6.977 da reperire: si tratta in gran parte del Terzo valico ferroviario Genova-Milano (6,2 miliardi, di cui 4,4 da reperire) e il quadruplicamento della Genova-Ventimiglia (2.170 milioni, 1.540 da reperire). «Abbiamo costituito una lobby – spiega Paolo Odone, presidente di Uniontrasporti, la società di Unioncaere curatrice del rapporto e presidente della CdC di Genova – di 103 camere di commercio di Francia, Italia, Svizzera e Germania per far inserire la Marsiglia-Ventimiglia-Genova nei corridoi europei, e ci siamo riusciti qualche settimana fa. Le imprese tedesche ritengono che avere un asse infrastrutturale efficiente che porti le loro merci nei porti liguri darebbe loro un forte vantaggio competitivo rispetto all'attuale ruolo dominante del porto di Rotterdam».
Tra le altre priorità l'Asse stradale pedemontano, 8.792 milioni di cui solo 819 ancora da finanziare (sono comprese, anche se lo studio non contiene dettagli sulle singole "sotto-voci" di ciascuna macro-priorità, le autostrade pedemontane piemontesi, lombarde e veneta). Poi – e anche queste non sono sorprese – troviamo nella Top Ten del Rapporto Unioncamere la Brebemi (1.611 milioni, tutti finanziati) e l'asse ferroviario Verona-Brennero (8.300 milioni, di cui 6.954 da reperire).
Non così scontato, invece, che risultino tra le dieci opere "più votate" due vecchie conoscenze come l'autostrada Asti-Cuneo (lavori in parte conclusi in parte in corso, costo 1.271 milioni, da reperire solo 9 mln) e l'asse autostradale Tirreno-Brennero, di cui l'opera principale è il completamento della A15 tra Parma e Verona (si indicano, non specificando le voci, costi complessivi per 4.566 milioni, di cui 1.430 da reperire).
Tra le dieci priorità anche il potenziamento del corridoio stradale Orte-Ravenna-Mestre (l'autostrada in project financing proposta quasi dieci anni fa, costo 9.768 milioni di cui contributo pubblico per 1.428 milioni, da reperire), opera quasi dimenticata e che invece riscuote ancora molto successo tra i rappresentanti camerali; e l'asse autostradale Salerno-Reggio Calabria, costo complessivo 11,5 miliardi di euro, di cui 3,7 (secondo i dati Unioncamere) ancora da stanziare.
C'è poi nella Top Ten il Corridoio stradale Ionico, che da solo vale 18,849 miliardi, di cui 16,6 da reperire: cifre che nessun Governo potrebbe pensare a breve-medio termine di stanziare per una sola opera, e dunque si tratta di dati che un po' falsano i numeri complessivi della top ten. Graduatoria nella quale compare anche il «Potenziamento ed elettrificazione della ferrovia Aosta-Chivasso», 61 milioni interamente disponibili.
Nessuna sorpresa, invece, sull'assenza del Ponte sullo Stretto fra le super-priorità.

CIACCIA, TORINO-LIONE E PONTE SULLO STRETTO
Pur senza legarli allo studio di Unioncamere, il vice-Ministro alle Infrastrutture Mario Ciaccia ha fatto alcuni commenti – prima del convegno Unioncamere – su due delle opere "illustri" non comprese nella Top Ten di Unioncamere. «Presto - ha detto Ciaccia - ci sarà una risposta sul Ponte di Messina: ci sono in corso approfondimenti alla luce delle priorità e delle risorse disponibili. Prevediamo una risposta in tempi rapidi».
«Confermo – ha detto invece il vice-Ministro – che per noi la Tav rimane un'opera prioritaria. Favorisce lo sviluppo e la crescita e il Paese non vi può rinunciare. Non è un'opera importante solo a livello locale ma riguarda l'intero paese, e a questo dobbiamo guardare».

CIACCIA, STOP AD AEROPORTI DI ROMA
Nessun ristoro ad Aeroporti di Roma (Adr) per i mancati adeguamenti delle tariffe aeroportuali previsti ai tempi della privatizzazione nel 2001. È questa la posizione del Governo, secondo quanto reso noto dal viceministro delle Infrastrutture, Mario Ciaccia, a margine del convegno Unioncamere. «La mia opinione - ha detto Ciaccia - è che le tariffe aeroportuali non possono che essere legate agli investimenti e alla soddisfazione degli utenti secondo quanto previsto dalle direttive europee a riguardo. Le perdite lamentate - ha detto ancora - non credo che possano trovare ingresso nel contratto di programma in deroga». Per quanto riguarda poi la posizione della società, che si è dichiarata indisponibile a firmare il contratto di programma senza il "ristoro", Ciaccia ha affermato: «È un problema che dovranno affrontare: alla stregua di quanto stiamo facendo per Milano e Venezia, guardiamo agli investimenti e alla soddisfazione dell'utenza».


© RIPRODUZIONE RISERVATA