Lavori Pubblici

Impregilo, si torna a guardare all'Italia
In pole M4 e Tem a Milano

Massimiliano Carbonaro

La società di costruzioni chiude il 2011 con oltre 2 miliardi di ricavi, ma solo per il 24% ottenuti in Italia - L'ad Rubegni: «Obiettivo è riportare il 40% dei ricavi nella penisola»

Tornare a svilupparsi in Italia e non perdere di vista la solidità finanziaria nella scelta delle operazioni da inseguire. Sono i due driver principali che Impregilo si pone per questo 2012 emersi oggi durante la presentazione a Milano dei risultati raggiunti nell'anno passato. Un 2011 chiuso positivamente e con segnali di crescita, più 2,2%, rispetto all'anno precedente nonostante la crisi che ha colpito indistintamente il settore, e con ricavi pari a 2,108 miliardi ottenuti per il 76% all'estero e solo per il 24% nel nostro Paese. Mentre l'utile netto è stato di 177,4 milioni di euro, in crescita del 38% rispetto al 2010.

Impregilo guarda all'Italia con più decisione sulla spinta di una serie di progetti che la vedono protagonista e che finalmente stanno diventando operativi come la nuova metropolitana di Milano, la M4, i cui lavori sono appena cominciati, o la nuova tangenziale sempre meneghina, la TEM che ha visto recentissimamente l'ok della Corte dei Conti. Ma «l'obiettivo del gruppo – ha commentato Alberto Rubegni, ad di Impregilo – è di riequilibrare i nostri risultati fino a portare i ricavi fino a circa il 40% nella penisola. Crescere in Italia vuol dire puntare sulle concessioni, non intendiamo andare a fare insostenibili gare al ribasso in giro per il mondo, quando in Italia vi è una minor competizione sul prezzo, anche per un numero di players ridotto». Per il management del super general contractor italiano uno dei punti di forza della società è la sua capacità patrimoniale che presenta un indebitamento pari a 527 milioni, mentre il portafoglio complessivo del gruppo ammonta a 25,1 miliardi di euro di cui 13,1 miliardi nei settori delle costruzioni ed impianti e 12 miliardi che rappresentano il portafoglio delle concessioni.

Quello che è chiaro nei piani di Impregilo è di non voler fare la corsa per quelle opere – soprattutto in Africa – dove l'unico differenziale risulta il prezzo. Sia l'ad che il presidente Massimo Ponzellini non vogliono neppure scendere in campo con queste premesse: «Non possiamo competere con i cinesi». Mentre rimangono attenti su mercati come quello centro e sud americano. Ha tenuto banco durante la presentazione un'eventuale modifica dell'attuale assetto societario con una crescita di Salini, mentre al momento Impregilo è controllata dal gruppo Gavio. Ma su questo tema sia Rubegni che Ponzellini sono stati molto cauti sottolineando come non ci sia stata nessuna presentazione del piano da parte della società romana.


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